Strategie Web, gestione di progetti, business
11 mar
In queste ultime ore ci sono state parecchie notizie riguardanti Linux, tutte positive e tutte importanti perché vengono da aree molto diverse. Uno degli aspetti più interessanti sembra quello che si potrebbe chiamare “Linux di Stato”:
Sembra infatti che il pingue pinguino stia entrando sempre più nei discorsi di politici, amministrazioni, enti legati a vario titolo con governi, e così via. Ho piacere a segnalarvi alcuni spunti di riflessione.
Andando indietro con le notizie, sfogliando ogni sito di notizie del settore, si scorgono molti di questi esempi, e da tutte le parti del mondo (avrete letto di notizie analoghe riguardanti Cuba e perfino la Cina, immagino).
La domanda che verrebbe spontaneo chiedersi è: “dobbiamo fidarci di questi politici che sbandierano Linux e l’open source?”, e la mia risposta in tal senso sarebbe: “No. Dipende…”. In realtà se vogliamo fare un’analisi di diverso tipo io credo che non ci sia neanche bisogno di quella domanda.
C’è sempre il dubbio che questi enti, questi governi e ministeri e politici siano solo in cerca di sconti particolari da parte di micro$oft. In passato M$ si è precipitata a contrattare soluzioni personalizzate con chi annunciava di aver preso in considerazione Linux (vedi il caso Monaco di Baviera, di un paio d’anni fa)
Al di là del dubbio, e più forte di esso, c’è però la consapevolezza che il software libero sta assumendo sempre più peso politico.
Dai visibilità al problema: Tweet #siamoeroi
Commenti da Facebook
2 Responses for "GNU/Linux questione di Stato"
W la libertà
Con rispetto parlando non e’ che la notizia della migrazione verso Linux in Francia sia cosi’ fresca: http://www.afhome.org/2006/11/27/la-francia-e-lopensource/
Ciao! f.
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