Strategie Web, gestione di progetti, business
26 mar
E’ in pieno svolgimento il dibattito sulle tecniche che pare alcuni provider di telecomunicazioni abbiano o siajno in procinto di adottare per limitare o rendere impossibile l’utilizzo da parte dei singoli utenti, dei software P2P. Sono molteplici le dichiarazioni in riguardo rilasciate dai vari gestori (QUI info su Tele2), ma sarebbe interessante sapere anche cosa ne pensano coloro che di fatto hanno causato questo dibattito: gli sviluppatori dei software di P2P. Uno dei più celebri è di certo eMule, software p2p del quale esistono svariate versioni e rifacimenti, ed il buon P2PDoctor ha pensato bene di intervistare CiccioBastardo, uno dei personaggi di spicco della community di eMule oltre che uno degli sviluppatori del software.
L’intervista è ben articolata, ma quello che tengo a mettere in risalto è questo:
CiccioBastardo ha affermato che attualmente le ultime versioni di eMule sono in grado di bypassare gli attuali filtri imposti dai provider, ma ha precisato che non esiste un solo genere di filtro. Pertanto, ci sarà sempre da tener d’occhio i cambiamenti. Per sfuggire a tali filtri la community di eMule stà lavorando a due nuove tecnologie in grado di criptare e decriptare i pacchetti inviati e ricevuti dal software, per renderli non identificabili dai filtri che, non riconoscendoli come pacchetti di eMule, non li filtrerebbero. Tutto a posto dunque? No, ed è questo il fatto importante. Come spiega CiccioBastardo, una guerra contro i provider è persa in partenza. Non si può guerreggiare con colui che analizza ed ha massimo potere su tutti i singoli bit che passano per il proprio cavo di rete. Ora come ora i filtri non sono tali da impensierirci, ma se mai i provider si uniranno per un’offensiva di massa i problemi ci sarebbero eccome.
L’intervista completa è leggibile QUI
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