Sembra ormai normale routine quella, per noi italiani, di veder stuprati i nostri guadagni con sperperii tanto orridi quanto viscidi: non bastano i rifiuti ed i 200 euro a tonnellata di pagare per ogni tonnellata d’ immondizia trasferita chissà dove, a rincarare la dose ci pensa il reparto progressista del governo (con la g MINUSCOLA): Italia.it, presentato come il portale-rivoluzione per l’ Italia, volto interamente al turismo, presentato sotto le più rosee aspettative ed i più manifesti entusiasmi, è stato chiuso. Cosa c’è di strano, ci si può chiedere, di siti web ne vengono chiusi a migliaia ogni giorno…sìsì, vero, però questo era costato ben 5,8 milioni di euro, attinti dalle casse comuni dello Stato, e, in senso traslato, dalle Nostre tasche.

Ma ormai non ci si stupisce più di niente, non ci si può stupire più di niente…unico interrogativo: mi piacerebbe sapere a chi è stato dato l’ appalto del sito, perchè i 5,8 milioni, lui, ora, li ha nei suoi contocorrenti…che fosse un buon amico di qualche uomo d’ onore del governo?

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