Strategie Web, gestione di progetti, business
18 mag
Da poco si sono riuniti, nelle sale affrescate dell’Alma Graduate School (la scuola post-laurea dell’Università di Bologna), quindici direttori, manager, responsabili della sicurezza di grandi aziende che hanno "giocato" a fare i Capi di Stato ed i Ministri degli Esteri. Per 48 ore hanno discusso su temi quali i furti d’identità a livello internazionale, i controlli su carte di credito, mail imposte dall’antiterrorismo, il trasferimento dei dati bancari alle autorità federali americane. Cose che in Italia sembrano non preoccupare poi così tanto. I partecipanti sono rimasti all’oscuro delle tematiche fino all’inizio della conferenza. Lo scopo? Ovviamente trovare soluzioni per la tutela dei dati personali e la sicurezza. Le conclusioni verranno pubblicate in un libro che servirà come guida.
Un nuovo approccio piu’ "ludico" per affrontare argomenti delicati come la tutela della privacy, una specie di gioco di ruolo dove i players hanno impersonato i big dei governi. Tra i partecipanti c’erano i rappresentanti di Unicredit, Telecom, Vodafone, PosteItaliane, Acanto, Itway. Il tutto si è svolto sotto la supervisione di alcuni esponenti del Garante della Privacy, della Polizia Postale, della Guardia di Finanza e del Centro per l’informatica nella pubblica amministrazione.
Questa conferenza sembra essere stata organizzata perchè si sta creando un allarmismo piu’ o meno giusto, dovuto ad una situazione abbastanza grave. Come al solito il detto "prevenire è meglio che curare", non viene mai preso come esempio per evitare problemi come la tutela della privacy.
Scritto da: Rappix
Dai visibilità al problema: Tweet #siamoeroi
Commenti da Facebook
Leave a reply