Un pomeriggio al Politecnico di Design con PaperShow

Come per Current TV, la voglia di scrivere degli eventi della giornata era troppa, ed è così che, ancora una volta, ho finito con lo scrivere il pezzo in treno, durante il viaggio di ritorno (che però quest’ oggi mi è costato 67 euro, poichè causa ritardo ho perso la combinazione e dovuto fare il biglietto in treno, ma son dettagli).

Per chi se lo fosse perso, sono andato alla presentazione che Oxford ha fatto ad alcuni bloggers del suo ultimo prodotto, PaperShow, sul quale si capisce subito puntano molto, giocando sul fattore novità assoluta e duttilità. In sostanza PaperShow cos’è? Si tratta di un kit, composto da penna, chiavetta USB e fogli digitali, tramite il quale si è in grado di scrivere e di vedere proiettato sullo schermo del PC, in tempo reale, senza alcun collegamento via cavo, ciò che si scarabocchia/scrive sulla superficie cartacea. Si tratta, ovviamente, di una penna particolare, e fin qui la cosa è lampante, e di un foglio particolare, definito appunto digitale, ovvero strutturato da tante piccole cellette che permettono al prodotto di identificare le linee tracciate per poi riprodurle sullo schermo. E’ quindi fulminea la domanda: qual’ è il costo di una risma di fogli digitali? Un pacco da 48 fogli costa 9 euro, mentre il prezzo di uno da 200 fogli è di 14 euro. Il costo, invece, del kit (penna, chiavetta USB, una risma di fogli) sarà di 125 euro + IVA. Ho parlato al futuro dal momento che PaperShow verrà messo in commercio a partire da Ottobre.

Tra le funzioni che rendono accattivante e più completa la buona intuizione di Oxford vi è la possibilità di andare a ritoccare direttamente grafici e presentazioni in PowerPoint, e di salvare i propri scarabocchi in formato .pps (PowerPoint). Mentre gli organizzatori affrontavano questo aspetto, mi è sorta spontanea la domanda: "E OpenOffice dove lo mettiamo?" alla quale mi hanno risposto che ora come ora è previsto unicamente il supporto alla suite Microsoft Office (e l’ idea che ho avuto è che forse non è che conoscessero benissimo OpenOffice). Il mio vicino di sedia Tommaso Maggio, con il quale ho trascorso tutto il pre-presentazione, ha domandato in riguardo alla compatibilità di PaperShow con i sistemi Apple, ed abbiamo così scoperto che la compatibilità arriverà soltanto a fine 2009. Ed è in queste due risposte che ho avuto qualche perplessità. L’ idea è indubbiamente buona e futuribile, atta a molteplici sviluppi ed applicazioni nei più svariati campi, così come hanno ben fatto notare gli organizzatori, ma a mio avviso fino ad ora si è trascurato un po’ troppo il lato software della faccenda, precisamente per quanto riguarda la compatibilità. Perchè Apple, si sa, non è ormai più una nicchia, ed OpenOffice pure; se si pensa che quest’ ultimo è gratuito e che garantisce ottime prestazioni, si comprende il perchè della sua sempre maggiore diffusione nelle grandi-medie imprese, dove sennò per ciascun PC andrebbe acquistata una licenza Office. Ebbene, PaperShow potrebbe venire accolto in aziende come queste, se come requisito c’è che sui PC venga installato Office, e quindi che ne venga acquistata una licenza? Insomma, per una banale e superabile leggerezza in ambito software si rischierebbe di limitarne una distribuzione virale.

Dal punto di vista della utilizzabilità e delle prestazioni ho avuto modo di provare il kit constatando un’ ottima risposta, con un ritardo minimo tra ciò che viene tracciato su foglio e la sua resa sullo schermo. Altra interessante caratteristica è quella di poter cambiare colore di scrittura, disegnare forme geometriche, frecce e linee più o meno spesse; prima di toccare con mano la penna credevo che queste funzioni fossero selezionabili tramite dei tasti collocati sulla penna stessa (il che sarebbe stato scomodo e non user-friendly), mentre invece è stata a mio avviso geniale l’ idea di posizionare le "opzioni" al bordo destro del foglio digitale: basta puntarvi sopra la penna per attivarne una piuttosto che un’ altra.

Si è trattato di una presentazione molto tranquilla, molto amichevole, il che ha reso le due ore trascorse dentro la sala del Politecnico di Design assai piacevoli. Tra i blogger che ho avuto modo di incontrare e conoscere, finalmente di persona, ci sono stati Daniele Salamina e Julius Design; che non conoscevo, e che inizierò da oggi a  seguire con interesse ci sono invece Tommaso Maggio, un altro ragazzo del quale pubblicherò il nome non appena lo ricorderò :-) Simone ed il gentilissimo Luca Leoni.

Nell’ arco di 7-10 giorni su Intruders.tv pubblicherò sia il video di backstage che un’ esclusiva intervista a Stefano Giubertoni, Managing Director di Oxford.

In conclusione, tornando al soggetto del pomeriggio, direi che PaperShow è un prodotto da tenere attentamente sotto controllo, perchè effettivamente, sebbene sia nato per le assemblee di braimstorming, può inserirsi tranquillamente in tante altre realtà, quali quella scolastica, universitaria e non solo. E’ ovviamente una novità assoluta, un unicum, e va trattato come tale: un prodotto futuribile, da portare avanti ed al quale guardare con interesse, con critiche costruttive ma non minatorie, perchè questo è solo il primo tassello di qualcosa che si stà andando costruendo.

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