In tutta la giornata di ieri in giro per i blog, italiani e non, si è parlato e riparlato a raffica di un nuovo motore di ricerca, dal nome Cuil. In un primo momento ho pensato si trattasse del solito ambizioso progetto irrealizzabile, magari pure bello, ma senza futuro, di cui si parla giusto per aggiungere un post alla pubblicazione giornaliera; ma scorrendo tra i feed era talmente tanta la mole di articoli che lo avevano come soggetto, da indurmi a mettere in dubbio la mia prima impressione ed approfondire a riguardo (le conclusioni tratte sono nell’ ultimo paragrafetto, se sapete già tutto su Cuil vi consiglio di balzare lì).

Si tratta di un motore che promette risultati più coerenti alle richieste degli utenti, che attribuirà importanza ad una pagina web non in seguito al numero di link in entrata ed uscita che annovera (come fanno Google & Co), ma piuttosto in base al contenuto di essa. La stessa visualizzazione dei risultati di ricerca muta radicalmente: non più tanti risultati a mo di elenco di link, bensì un’ interfaccia a tre colonne, ciascuna di queste contenente 2-3 risultati, arricchiti con un’ immagine di anteprima ed un estratto dei contenuti presenti in quella pagina. Pure la privacy è affrontata in maniera ben differente da Google. Cuil non terrà traccia, infatti, degli IP che hanno effettuato ricerche, ne delle keywords utilizzate; insomma, totale trasparenza, sulla carta. ma fin qui, tutte buone idee, ottime idee, ma non in grado di giustificare una tale attenzione nei suoi confronti, perchè quello della privacy è un buon proposito, che messo così non ha però diverso valore dal dichiarato intento di andare in Iraq per scovare armi nucleari; quello della tecnologia di posizionamento e di indicizzazione, tutti ormai hanno capito che ci può essere di meglio rispetto alla strategia seguita da Google, ma in quanti poi effettivamente sanno metter su una valida alternativa? Figurarsi poi migliore. Ci dev’ essere qualcos’ altro…e credo di averlo identificato.

Cuil è nato da due sposi, Tom Costello ed Anna Patterson, ed il punto di interesse stà nel fatto che la donna sia una tra le figure femminili maggiormente di spicco nell’ ambiente dei motori di ricerca a livello mondiale, avendo collaborato per molti anni con Google, contribuendo, per BigG, alla creazione del più vasto database di indicizzazione di pagine web (ben 12 miliardi) fino ad ora mai realizzato. Il connubio Anna-Googe si è poi spezzato, e la donna ha deciso di mettersi "in proprio", sfruttando non solo le esperienze che lei stessa ha maturato sul campo, ma pure quella di altri ingegneri che un tempo avevano lavorato per Google. Insomma, questa storiella a mo di biografia per dire che lo staff che stà dietro a Cuil è di prim’ ordine, ed è già conosciuto, affermato nel settore. Questo sì, effettivamente è un aspetto in grado di porre Cuil diverse posizioni avanti rispetto ai simil-progetti che da anni nascono e muoiono, perchè il gruppo ha già conoscenze ed un autorevolezza nel settore non certo di poco conto. Questo quindi credo giustifichi le grandi aspettative che il pubblico e gli esperti ripongono in questo progetto.

Personalmente però, non riesco a vederlo come colui che supererà Google; anche perchè per poter sperare di portare a compimento un’ omerica impresa del genere, con la Rete del momento,  non si può prescindere dal mettere a disposizione del pubblico un valido sistema pubblicitario. Finchè questo aspetto non verrà affrontato da Cuil, Google rimarrà solo lì in alto. Quando nascerà l’ AdSense di Cuil, allora ne riparleremo volentieri.

Dai visibilità al problema: