Strategie Web, gestione di progetti, business
6 ago
Negli ultimi giorni è tornato a galla il dibattito su Twitter e sul modello di business che ancora oggi, dopo 2 anni di vita, manca. Un business che sembra latitare, ma non per incapacità di trovarne uno, bensì per scelta. Biz Stone, co-fondatore di Twitter, nel 2006 aveva infatti spiegato: "At this point, given that we have plenty of money in the bank, it makes a lot more sense not to distract ourselves with trying to put the finishing touches on a revenue plan". Oggi, come nel 2006, le casse sono piene, ma unicamente grazie ai continui finanziamenti ricevuti, e quindi non a seguito di guadagni diretti. Molti opinionisti ed esperti si stanno trovando spiazzati dalla linea adottata da Stone, perchè Twitter è uno dei servizi attualmente più attivi, riceve updates ogni secondo, e sembra impossibile non voler trovare una via per monetizzarne l’ enorme successo. E’ quindi possibile che Stone non sappia effettivamente come avviare un proficuo business.
C’è chi vede l’ unica soluzione nella vendita in blocco ad uno dei grandi gruppi Google/Yahoo!, che invece sogna Twitter nelle aziende e che quindi promuove un’ idea di business basata su CMS a pagamento che integrino, ottimizzata, la comunicazione tramite Twitter, come mezzo di dialogo per gli addetti ai lavori. Ma abbiamo veramente, in azienda, bisogno di un nuovo, l’ ennesimo, mezzo di comunicazione? A fianco alle riunioni, alle mail, agli SMS, al VoIP, siamo sicuri ci sia spazio per un Twitter aziendale? Secondo me no.
Sarei molto più propenso invece ad una soluzione che leghi Twitter a Microsoft, la quale, non va dimenticato, ha in mano uno strumento quale MSN Live Messenger. Mentre Luca De Biase è piuttosto scettico su questa via, io mi convinco sempre più che sarebbe quella buona. Il perchè è piuttosto semplice: pensate ai nickname dei vostri contatti MSN; molte volte si tratta di simil-twitt. La pensa come me Zeno Tomiolo, che con la comunicazione ha a lungo avuto a che fare avendo militato nel gruppo Digital-PR, che mi spiega: "Credo che Twitter sia un mezzo divertente e carino, ottimo per creare microcomunità. D’ altra parte c’è però un grosso problema: un’ eccessiva ridondanza di mezzi legati alla comunicazione. Twitter avrà un futuro se riuscirà ad integrarsi con MSN, ma questo dipende da Microsoft…".
Infine, ho buttato nella mischia di questa discussione pure Luca Conti, che affronta così la questione: "Penso sinceramente che sia risibile tutta questa polemica sul business model di Twitter. Chi ha investito milioni di dollari in Twitter lo ha fatto a ragion veduta e visto il burn rate dell’azienda non credo ci saranno problemi di cassa nel breve termine. Comunicazione aziendale? Non sono affatto convinto, potrebbe essere un filone di business, ma non vedo perché proprio quello e perché proprio ora. A mio avviso il management di Twitter sta monitorandone l’uso per vedere come monetizzarlo in futuro, sono gli utenti che prendono una strada e il business lo segue; quale strada stia prendendo Twitter lo sa solo chi ha la visione del pannello di controllo".
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