Strategie Web, gestione di progetti, business
18 set
Autore: Pecciola
E’ di poche ore fa la notizia che, in data 21 marzo 2008 è divenuto ufficialmente esecutivo un decreto penale di condanna del Tribunale di Milano a carico di due utenti di file sharing. Il reato che si contesta loro è aver scambiato una grande mole di file (musica, film e software) e per tale motivo erano stati denunciati. La vicenda aveva coinvolto in totale 11 persone segnalati alla Guardia di Finanza in un’operazione tra Milano e Bergamo del Marzo scorso.
Secondo quanto trapela i due utenti avevano condiviso materiale tramite la piattaforma Direct Connect e si trattava di una serie di file senza autorizzazione dei detentori del diritto d’autore. DC è una piattaforma che spesso è finita all’attenzione delle varie cronache per vicende simili e per la quantità di file che vi circolano che hanno attirato le ire dell’industria dei contenuti.
Il GIP di Milano descrive così l’attività dei due utenti riconosciuti responsabili dell’illecito : "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza averne diritto, mettevano a disposizione del pubblico, immettendole in un sistema telematico, mediante programma file sharing Direct Connect, opere dell’ingegno protette da copyright (files musicali, files video, opere videoludiche, applicazioni per elaboratore)". Gli imputati sono stati così condannati a pagare la multa salata di 3mila euro, una somma cui vanno aggiunte le sanzioni amministrative decise dal Prefetto di Milano.
Il ricorso al penale è dovuta all’imputazione di condivisione dei file, attività prevista dall’articolo 171 (comma 1, lett. a-bis) della legge sul diritto d’autore. inoltre il decreto chiarisce anche che il reato è estinto se l’imputato non "commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole" nei cinque anni che seguono.
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