Autore: Guido Arata

Ormai tutti sanno dell’ uscita di Google Chrome, la prima versione del browser "made in Google", e saprete pure che si tratta di un prodotto ancora in fase di progettazione, del quale Google rilascia piuttosto costantemente nuove versioni, via via più stabili. Tutto questo è trito e ritrito, e quindi non ci interessa più di tanto; quello invece sul quale mi piacerebbe soffermarmi è il perchè Google abbia deciso di entrare nel mondo dei browser così all’ improvviso, contemporaneamente al rilascio della Beta 2 di IE8.

Una delle caratteristiche principali di Chrome è la velocità, nettamente superiore a quella di Firefox ed Internet Explorer, e questo è già un fattore molto importante, che supera il valore legato all’ "usabilità" del prodotto, invadendo pure ciò che riguarda il business di Google (e lo spiega bene Alessio nel suo articolo). Come ben sappiamo, quest’ ultimo si basa in gran parte sulla pubblicità, che se in esubero appesantisce di molto il sito web in questione, rallentandone i tempi di caricamento; un browser che sopperisca a questi tempi di attesa, permettendo quindi di caricare in breve tempo grandi quantità di immagini e video, spalanca le porte a pagine web ricche di ads, il che non può che incrementare le casse di BigG.

I maligni parlano poi di questa mossa come dell’ ennesimo tentativo di Google volto a sottrarre dati personali agli utenti, per arrivare ad avere profili i più completi possibili dei propri utenti, ai quali poi mostrare pubblicità mirata. Se già si dice che Google tenga traccia delle ricerche effettuate da ciascuno, tener traccia di tutti i siti web visitati, è qualcosa di ancora più completo, da questo punto di vista. Ma qui si tratta di sospetti, la cosa non è confermata.

Poi non bisogna dimenticare che se a Microsoft viene subito associato il tag "software", a Google si associa quello di "servizi web"; questi ultimi però sono soliti andare a funzionare su piattaforme altrui, vedi Firefox, Internet Explorer, Safari, Opera e quant’ altro, a differenza di quanto, per continuare il parallelo, non faccia MS, che sviluppa software per la piattaforma da essa stessa progettata. E’ quindi importante per Google avere il proprio browser, sia perchè gli permette di ottimizzare i servizi per qualcosa di cui è lui stesso il creatore, e poi anche per non dipendere dai capricci altrui. Insomma, diffondere Google Chrome slega Google da qualsiasi legame con terzi che fino a ieri potevano frapporsi fra lui ed il cliente finale. 

Qualcuno poi si ricorderà di rumors di qualche tempo fa che inneggiavano alla vicina nascita di un sistema operativo di Google; ebbene, Google Chrome in ottica futura potrebbe rappresentare proprio questo. Perchè per Google, dar vita ad un sitema operativo quale li conosciamo oggi, non avrebbe diciamo nessun vantaggio, dal momento da anni si parla ormai di Rete, servizi web e di software in declino, ed è lo stesso Google uno dei fautori di questo graduale shift verso Internet. L’ OS come lo intende BigG ha invece le somiglianze di un mega browser, di un Chrome del futuro. E già quello alla versione attuale assomiglia, dal punto di vista della gestione della memoria e delle sessioni, ad un mini-Unix: ogni sessione, ogni tab, ogni plug-in è indipendente dagli altri, e questo fa sì che se uno di questi si blocca, può esser terminato senza andare ad intaccare gli altri. Questo lo rende altamente performante per ciò che riguarda non tanto la semplice navigazione tra pagine web più o meno statiche, ma piuttosto per l’ utilizzo di diversi servizi web, utilizzati contemporaneamente. Ed ormai sappiamo che questi ultimi coprono gran parte delle categorie che un tempo appartenevano unicamente al mondo del software, da quello del fotoritocco a quello dei software gestionali, dall’ edit della musica all’ utilizzo di una suite di lavoro. Insomma, sembra che Chrome sia progettato proprio per questo.

Insomma, Google Chrome a mio avviso è molto più di un browser buttato lì, come altri servizi presentati e poi accantonati da Google. Google Chrome può contenere la piccola rivoluzione alla quale da tempo si inneggia.

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