Autore: Pecciola

Vinton Gray Cerf, famoso per essere considerato uno dei padri di Internet in relazione allo sviluppo dei protocolli di comunicazione Tcp/Ip, ha rilanciato l’allarme e questa volta in maniera chiara e preoccupata: gli indirizzi IP stanno finendo, e nel 2010 non ce ne saranno altri disponibili.

Le parole non lasciano dubbi. Da tempo, ormai, c’è la certezza assoluta che gli indirizzi che seguono lo standard attuale,l’Ipv4 ,non bastano considerato il sempre crescente numero di dispositivi che si affacciano al web. Per questo Icann  ha già avviato la transizione a Ipv6.

Ma quali sono le differenze fra i due standard? La differenza sostanziale sta nella quantità: se Ipv4 garantisce circa 4 miliardi di indirizzi, Ipv6 raggiunge i 340 trilioni di trilioni di trilioni. Trattasi di numeri impronunciabili a meno che non si ricorra all’espressione 2^128. con l’adozione del nuovo protocollo, quindi, le perplessità di Cerf – motivate soprattutto dallo sviluppo esponenziale di Internet in Asia – scomparirebbero del tutto. Se tuto restasse come ora, invece, come se la rubrica Internet stesse finendo i numeri telefonici. E senza numeri nuovi, non puoi più avere utenti".

La cosa che crea dubbi a tutti gli internauti è che, se la soluzione esiste già e da molto tempo, perchè Cerf mostra così tanta preoccupazione? 
La risposta è dovuta semplicemente ad una sorta di pigrizia: finché non si arriverà al punto critico (poco meno di due anni secondo le previsioni) nessuno muoverà un dito al riguardo. E’ chiaro che questa è la situazione in Europa e Stati Uniti; in Asia la sperimentazione è già avviata con sistemi operativi sono già pronti alla transizione che supportano Ipv6 da molti anni; si tratta soltanto di aggiornare o sostituire l’hardware. Insomma il primo passo possiamo farlo noi utenti : se dovessimo acquistare router o qualsiasi dispositivo di rete controlliamo la presenza del supporto a Ipv6.

Dai visibilità al problema: