Ha fatto il giro di tutta la Rete la notizia del dissequestro di The Pirate Bay, ordinato dal Tribunale di Bergamo ieri pomeriggio. Ad aver seguito la vicenda molto, molto da vicino, in qualità di perito, Matteo Flora, blogger ed esperto di sicurezza informatica, che ha scritto un dettagliato post sull’ accaduto, del quale non posso che consigliare la lettura. Matteo assieme a due avvocati, Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi, hanno presentato al giudice un corposo ricorso contro il provvedimento di qualche tempo fa riguardo al blocco dell’ accesso agli IP di ThePirateBay  imposto ai provider italiani dal Governo. Ma questa storia l’ avrete senz’ altro già letta e riletta, non è il caso di approfondire oltre, se non per dire che il ricorso è stato ritenuto valido a tal punto da indurre il Tribunale a revocare il blocco, imponendone, anzi, lo sblocco. Ed il risultato è di quelli importanti, molto, molto importanti, perchè impedisce la nascita di un pericoloso precedente, che stava formandosi settimana dopo settimana. Con questa sentenza il messaggio è chiaro: per offuscare un sito web c’è bisogno di accuse ben più serie di quelle presentate il mese scorso (arbitrarie e basate su statistiche e probabilità). Mentre per le strade impazzano le telecamere ad ogni angolo e le intercettazioni ambientali, questa sentenza sembra dire che i tempi per il controllo e la censura in Rete sono ancora precoci.

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