Strategie Web, gestione di progetti, business
28 set
Autore: Pecciola
Aveva scaricato file musicali sulle reti peer-to-peer e per questo era stata prima accusata e poi condannata. Un giudice federale ha,però, annullato in toto il verdetto della giuria ed ora la signora Jammie Thomas è libera e pulita. vediamo la vicenda nel dettaglio.
Jammie Thomas doveva pagare una multa di 222.000 dollari per violazione del diritto d’autore: in pratica 9.250 dollari per ognuno dei 24 brani musicali scaricati illegalmente tramite il programma Kazaa. La RIAA aveva ottenuto la vittoria, come detto, nella prima fase del processo. Non si è rassegnato, però, il tenace avvocato della difesa Davis che ha chiesto maggiori informazioni sulle prove che la RIAA aveva messo sul piatto. tramite questo PDF si è capito bene che la RIAA non aveva prove sufficienti per accusare la signora Thomas. La morale della favola è non è da sottovalutare poichè, ancora una volta,è stato stabilito e deciso che le prove raccolte dalla RIAA, cioè le attività di spionaggio degli indirizzi IP, non hanno alcun valore come prova.
Il giudice, inoltre, ha anche esortato il Congresso a modificare le leggi sulle attività illecite del p2p e sui risarcimenti, che negli Stati Uniti, possono arrivare a 150.000 dollari per canzone: una sproporzione gigantesca se paragonata agli effettivi danni subiti da parte dell’autore.
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