Strategie Web, gestione di progetti, business
3 ott
Autore: Guido Arata
YouTube è uno tra i portali più visitati della Rete, strumento didattico per alcuni, auto-promozionale per altri, di svago o di ricerca, di divulgazione o informazione. Quotidianamente meta di utenti provenienti dai più svariati campi, dalle più svariate età, dai più svariati intenti, è portale dall’ utenza vastissima. Ma è ormai quasi inutile parlare di questo. C’è però un’ importante novità che riguarda YouTube; il servizio infatti, nonostante i numeri esorbitanti che fa registrare quotidianamente, non ha mai mosso verso una precisa e definita strada per la monetizzazione dei contenuti proposti (salvo i suoi tre creatori, che vendendo il servizio a Google hanno sistemato un bel po’ di conti bancari). Questo perchè non si tratta di contenuti facilmente monetizzabili; in ballo ci sono contenuti video, e l’ advertising-video è tutto da inventare, ed a frenare le cose il fatto che tali clip in alcuni casi sono autoprodotte, e in altri invece protetti da copyright, e quindi per Google lucrarvi (spudoratamente) costituirebbe una netta violazione della privacy. La novità è però che questa situazione sembra destinata ad evolvere in un futuro molto prossimo: già da qualche settimana sulle pagine di alcune videoclip uppate dai partner YouTube hanno infatti iniziato ad apparire i primi banner pubblicitari. I più però si sono detti sorpresi dal fatto che Google abbia scelto come strada quella dei banner classici, e la risposta a questi commenti è prontamente arrivata. Sempre in un numero ristretto di video, sono approdati i post-roll ads. Di cosa si tratta? Di pubblicità collocate direttamente all’ interno della clip, che vengono mostrate non appena il video termina. Contengono ovviamente links clikkabili dall’ utente che si aprono in una nuova scheda.
Insomma sembra che, dopo due anni di riflessioni e di attesa, Google abbia ritenuto maturi i tempi per iniziare un nuovo business sviluppato tramite YouTube, e le cose quindi iniziano a farsi interessanti. Staremo a vedere come si evolveranno.
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