Autore: Guido Arata

Ieri al Google Developer Day si è parlato molto di Google Chrome, e tra un discorso ed un altro è stata data la risposta alla domanda: perchè Google ha deciso di creare un browser? Come ricorderete, alcuni avevano ipotizzato che la motivazione risiedesse nel desiderio di avere sempre maggiori dati sensibili degli utenti, altri invece (e l’ idea mi aveva affascinato), hanno azzardato che Google intendesse Chrome come il sistema operativo del futuro. Mads Ager (che ha tenuto la sessione) ha iniziato a spiegare il perchè affermando che Google è da sempre trasparente: dice dove guadagna, non nasconde scheletri negli armadi, e non ne sente il bisogno, perchè la sua politica è quella di dar vita a qualcosa di utile per l’ utenza e per il web, dal quale trarre guadagno, spesso e volentieri indiretto. E’ quindi così anche in questo caso: un browser veloce, stabile, che rende massima l’ esperienza di navigazione permette una più rapida migrazione della vita quotidiana sul Web (dove Google fa da padrone), permette un maggior numero di pagine viste, ed il tutto giova agli annunci pubblicitari sparsi per la Rete da BigG. Ma tutto questo accade se Google Chrome si dimostra realmente in guardo di migliorare le cose, se l’ utenza effettivamente lo elegge "migliore degli altri".

E da qui, un passo indietro: quando Google ha iniziato ad apparire sullo scenario dei motori di ricerca, lo ha fatto con la consapevolezza di portare sul mercato un prodotto migliore degli altri, che infatti non ha avuto bisogno di imporre. Si parla del problema della privacy, ma Google non ci impone l’ utilizzo del suo motore di ricerca, siamo noi che lo scegliamo; perchè, se ne abbiamo paura, non ci rivolgiamo a Yahoo, a MSN & Co? Perchè allora in Windows XP, nel quale come homepage abbiamo pre-impostato MSN, ci affanniamo ad impostare www.google.com ? BigG ha offerto un servizio in grado di migliorare nettamente la navigazione degli utenti, e questi ultimi hanno accettato il suo aiuto, affidandovisi ciecamente nel corso degli anni, portandolo così ad essere "Il" motore di ricerca. Ed ora Google ha il potere che tutti conosciamo non perchè acquisito con prepotenza, bensì sulla scia di un prodotto che ha radicalmente permesso lo sviluppo di Internet.

Oggi sembra volerci riprovare. Risolto da anni il problema dell’ indicizzazione dei contenuti, è necessario saper gestire al meglio le miriadi di servizi fruibili in Rete. Questo è quanto si propone Chrome, e se raggiungerà l’ obiettivo a Google non basterà altro che aspettare. Aspettare che per la seconda volta l’ utenza lo scelga, spontaneamente, che su sistemi Windows venga disattiavato IE e scaricato gratuitamente Chrome, che lo stesso avvenga per Firefox su Linux. E mentre il Web migliora, Google diviene sempre più ricco, ma va bene così, i favori sono reciproci.

Ho avuto l’ occasione di intervistare per Intruders TV Mads Ager, la video-intervista verrà pubblicata appena pronta.

Dai visibilità al problema: