Autore: Guido Arata

Google ha ufficialmente dato il la al primo, massiccio, tentativo di monetizzare uno tra i portali più grandi del Web: YouTube. Già tempo fa si era intravisto qualcosa e nelle ultime ore, in rapida successione, YouTube ha annunciato la possibilità di dar visibilità ai propri video a pagamento e quella di acquistare spazi pubblicitari da mostrare all’ interno delle clips embeddate.

Pubblicità su YouTube

Per quanto riguarda la prima novità, la si può pensare come un Google AdWords per il circuito video: ad essere pubblicizzati non sono portali, bensì clips; come per AdWords, i video publisher da poche ore possono decidere di impiegare un budget (da loro stessi impostato) per dar maggior visibilità al loro video; così facendo quest’ ultimo apparirà nelle ricerche che gli altri utenti effettueranno sul portale, ed ogni volta che verranno clikkati o mostrati (a seconda della tipologia di campagna scelta) un certo ammontare di denaro verrà sottratto al budget precedentemente impostato, fino a che questo non sarà esaurito. Il nome di questo nuovo servizio è YouTube Sponsored Videos.

Veniamo poi alla seconda grande novità, quella che più ci si aspettava: all’ interno dei video, da poche ore, sono visibili brevi annunci pubblicitari (non più di 10 secondi) in sovraimpressione. Contrariamente a quanto si potesse azzardare, gli ads non appaiono in tutti i video, bensì solamente su quelli embeddati. E questo ha un suo perchè: talvolta autori di video utilizzano YouTube come piattaforma per mostrare ai propri lettori le loro produzioni, embeddandole sui loro siti/blog; ebbene, nel caso in cui tali video siano di nicchia, il numero delle visualizzazioni da parte di utenti che vi accedono direttamente dalle ricerche via YouTube è intuitivamente basso: il traffico maggiore al video giunge da coloro che lo guardano embeddato nelle pagine dell’ autore; porre gli annunci in questa modalità fa sì che gli ads in video "di nicchia" abbiano comunque la possibilità di raggiungere livelli di visualizzazione accettabili. Un esempio è raggiungibile qui.

Più di 13 ore di video uppate sui server YouTube dagli utenti ogni minuto, milioni di visualizzazioni giornaliere, centinaia di milioni di video. Questi i numeri del servizio, talmente esorbitanti da renderlo paradossalmente complicato e rischioso da monetizzare; Google deve aver ritenuto i tempi maturi, anche forse per dare una spallata ad uno Yahoo con un piede e mezzo nella fossa.

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