Strategie Web, gestione di progetti, business
20 nov
Autore: Guido Arata
YouTube potrà, in un futuro non troppo lontano, prendere il posto della Ricerca di Google e divenire la principale fonte di informazioni per il popolo della Rete? Se lo è chiesto in un articolo Alex Iskold di ReadWriteWeb, e siccome ho trovato intrigante la domanda, ho pensato di rifletterci su.
Alex racconta di aver incontrato Ian Kennedy (Nokia) e di aver appreso durante una normale chiacchierata che il figlio di Ian ogniqualvoltra necessiti di reperire un’informazione si rivolge a YouTube. E stando a quanto affermato da Ian, non sarebbe un’attitudine propria unicamente del figlio.
Considerando che ormai i contenuti video rappresentano una realtà in continuo sviluppo (si parla di 13 ore di video inviati a YouTube ogni minuto), non è poi impossibile credere alle affermazioni di Ian. Un tempo al termine "video" veniva associata un’intervista, un documentario, una trasmissione; oggi "video" è musica, è un tutorial, è una recensione, è un consiglio. E’ tutto ciò che normalmente si trova scritto a parole, cambia soltanto al dinamica con la quale l’utente fruisce del contenuto.
E’ inoltre da tener presente l’aspetto culturale, capace di influenzare con prepotenza la attitudini in Rete. Mentre fino ad una decina di anni fa la cultura arrivava dai libri, dagli scritti, i bambini di oggi si formano sempre più difronte ad uno schermo, sempre meno quello del televisore sempre più quello del PC. E fruiscono di contenuti video, perchè più accattivanti, perchè accessibili fin da piccoli. Ed allora, se per le generazioni precedenti era normale cercare le proprie informazioni in contenuti testuali, perchè per la generazione in crescita non potrebbe essere normale ricercare ogni cosa in forma di video?
Riflettendo sulla questione Alex ha posto l’accento su un’importante fattore che limita la sovrapposizione delle videoclip ai contenuti testuali: la mancanza di collegamenti ipertestuali. La considerazione è di per se corretta, ma dando uno sguardo al futuro la si può catalogare come una di quelle barriere facilmente superabili con appositi strumenti in un futuro molto molto vicino. Già oggi iniziano ad apparire i primi iframe in sovraimpressione, e la questione andrà solo che evolvendosi.
Piuttosto considero importante un’altro fattore: l’impossibilità per gli spider di analizzare il contenuto del video. Sappiamo bene che la forza della Ricerca di Google è quella di restituire risultati di ricerca coerenti con quanto ricercato anche se nel titolo della pagina mostrata nei risultati non figurano le keywords ricercate dall’utente, che magari appaiono invece a metà contenuto, o tra i commenti a piè di pagina. Questo manca e, mi sento di dire quasi con certezza, mancherà sempre ad un motore di ricerca basato sui video. Per quanto al tecnologia possa fornire nuovi strumenti, risulta piuttosto impossibile pensare di dar vita a spider che ad ogni ricerca scandagliano il contenuto di ciascun video indicizzato interpretandolo e controllando se è inerente con quanto ricercato. Ed allora queste ricerche non possono che basarsi su titolo, descrizione del video, tag, ma manca tutta la parte del contenuto che, ripeto, spesso nelle ricerche con Google è determinante.
Ed è per questo che non vedo possibile un motore di ricerca del calibro e del successo di Google unicamente basato sui contenuti video. Penso invece ad una soluzione ibrida, che coniughi, ponga sulla stessa pagina, risultati testuali e video, così che uno arrivi dove l’altro non arriva e viceversa. E’ di questo parere Livia Iacolare di Current, che ci spiega: "Google dopo aver comprato YouTube ha dato il la all’ottimizzazione del processo di ricerca, arrivando a mostrare tra i risultati pure i contenuti video più popolari in YouTube. Credo che Google e YouTube si avvieranno verso una sempre più completa integrazione, processo che è comunque già visibile almeno da un anno; un domani potrebbe esserci Flickr per le foto nei risultati di Google, non me ne sorprenderei".
Comunque che non ci si aspetti che una tale rivoluzione possa invertire i ruoli in Rete: intanto YouTube è di Google
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