Strategie Web, gestione di progetti, business
24 nov
Autore: Guido Arata
Il RomeCamp non ha deluso le aspettative, dimostrandosi interessante e ben organizzato. L’affluenza è stata buona, seppure mi sarei aspettato di vedere qualcuno in più, e gli speech interessanti, soprattutto quello di Bennato sulle indagini statistiche 2.0, quello di Simone Brunozzi sul cloud computing e l’esilerante “Porno 2.0″ a cura di Luca Sartoni, Simone, Luca Mascara e Fullo.
Per quanto riguarda il primo, Bennato inizialmente ha spiegato le basi delle indagini statistiche per poi mostrare come queste vengano oggi applicate ai portali web; vi sono alcuni che invitano i propri utenti ad esporre le proprie preferenze su un tema (esempio: il cinema), così da avere poi informazioni sul presunto interesse generale e vendere questi dati alle aziende interessate; ve ne sono altri che addirittura retribuiscono coloro che esprimono le proprie preferenze in un campo: viene così a crearsi una sorta di “centro scommesse a tema” con utenti invogliati ad esporsi alla luce di un potenziale guadagno; è stato questo il caso di un esperimento governativo che permetteva agli utenti di scommettere su quale zona del Medio Oriente avrebbe subito un attentato. In palio c’erano diverse centinaia di dollari, ma ciò che stava dietro a questo meccanismo era l’intento di farsi aiutare dal popolo per capire le zone maggiormente a rischio; questo perchè il popolo ha sempre (quasi) ragione, ed a dirlo non è un aitante comunista cubano bensì i risultati di diverse statistiche, la più clamorosa delle quali portata avanti da Chi Vuol Essere Milionario: nel 91% dei casi le risposte suggerite dal pubblico sono esatte (e pensare che le trasmissione spazia da domande semplici ad altre di astrofisica, anatomia, astronomia e quant’altro).
Per quanto riguarda invece l’intervento di Simone, ho finalmente avuto modo di farmi una chiara panoramica in riguardo al “Cloud Computing“. Lo speech riguardava l’offerta Amazon, tale da permettere ad un servizio web di scalare in due giorni da 80 server a 3600, a seconda delle necessità di banda che un determinato momento richiede; il tutto pagando unicamente il numero di server in uso, e non un range entro il quale sia possibile scalare. Accanto a questo vantaggio, la possibilità per gli admin di scegliere le locations di ciascun server. Una tecnologia indispensabile per tutti quei servizi che “puntano in alto”: nel momento in un sito web ha accesso, infatti, entra forse nella fase più critica: riuscire a reggerlo, e se talvolta questo supera le aspettative è alto il rischio di collassare: gli utenti ci entrano seguendo un backlink o una segnalazione, vedono pagina 404 e non ci entreranno mai più. Al termine di tutto ho davvero capito quanto il cloud computing rappresenti il futuro, e di quanto richieda un’organizzazione allucinante, che deve essere perfetta nel minimo dettaglio per non collassare e portarsi nell’oblio le aziende che vi si sono affidate.
Infine il “Porno 2.0“, con Simone nei panni di un attore porno, Luca Sartoni di utente, Luca Mascaro di esperto di webdesign e Francesco Fullone in qualità di tecnico. Uno speech innanzitutto divertente, capace di riempire una sala e di portarla ad un’unica risata, ma dal quale sono trasudati pure spunti di riflessione; tra questi come il porno sia da sempre il promotore di ogni evoluzione; pare infatti siano state le grandi case produttrici di materiale pornografico a far pressione affinchè il collegamenti ADSL giungessero in ogni casa, loro ad ideare il flusso video in rete ed ad ottimizzarlo; ed è facile accettare questa conclusione, basti pensare che più del 70% del traffico generato in Rete è riconducibile al porno. Unico neo del tutto involontario è stato il suo essere in contemporanea con l’intervento di Viv@Voce, associazione che aiuta i disabili nell’utilizzo delle nuove tecnologie, non favorendone l’audience.
L’atmosfera era distesa, le aule atte ad ospitare gli interventi erano una a fianco all’altra così da avere tutto accentrato in un’unica ala dell’edificio, tanto social. Alla fine direi che era quello che ci si aspettava, e non dev’essere stato facile renderlo tale, proprio perchè nei giorni precedenti si erano manifestate precise aspettative notoriamente in grado di destabilizzare il prodotto finale. Complimenti e grazie quindi Nicola e a tutto il suo staff. Peccato che non possa chiudere il 2008 con un’altro evento che si prospetta interessantissimo, Le Web 3 di Parigi: era tutto pronto, a rovinare la festa ci ha pensato l’esame di Analisi 1 fissato per il giorno successivo. Ma la pancia è comunque piena.
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Commenti da Facebook
2 Responses for "Un week-end al RomeCamp 2008"
potevi fare un video e mandarlo alla nuova sezione di SKY io REPORT
http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html
[...] interessanti. Un po’ come lo studio di BlogItalia, presentato da Tony Siino al RomeCamp, grazie al quale si è giunti ad avere un grafico del modo di rapportarsi dei bloggers e delle loro [...]
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