Autore: rammit

Come il cattivo di un pessimo film dell’orrore anni ottanta, un enorme botnet temporaneamente “ucciso” assieme ad un’azienda di hosting statunitense, la McColo, è tornato dal mondo dei morti per vendicarsi di chi gli aveva fatto del male. No, beh, non aspettatevi di ritrovarvelo davanti a casa con un gancio da macellaio, semplicemente Srizbi (questo il suo aggraziato nome) ha ricominciato con la spam… Volumi prodigiosi di spam!

Erano state accolte con gran sollievo le voci che lo davano per spacciato, quando i server che lo tenevano online sono stati staccati l’11 novembre. In quel momento, si calcola, il volume di spam mondiale si è dimezzato, forse si è addirittura ridotto di tre quarti. Ma la pacchia è durata poco. Purtroppo è stato impossibile impedire ai 450.000 computer che compongono questo super-organismo informatico di riprendere forma su nuovi domini, un’impresa che la FireEye (un’azienda per la sicurezza informatica) ha tentato ma ha dovuto abbandonare per carenza di fondi.
Gli esperti della FireEye, infatti, avevano decifrato i messaggi che i “pastori” inviavano al “gregge” di macchine infette per direzionarle a nomi di dominio apparentemente casuali, generati automaticamente. Siccome nessun computer può creare il caso, alla FireEye avevano compreso la formula matematica insita in questo processo di nomenclatura, ed avevano mosso i primi passi per sbarrare la strada agli hacker.

Purtroppo prenotare in massa un tale numero di domini richiedeva un supporto finanziario non indifferente, e a nulla sono valse le richieste alla VeriSign, alla Microsoft e persino al Governo Americano. Un’occasione persa, insomma: Srizbi è tornato, e si sta ristabilendo rapidamente.

Via | eBiquity

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