Strategie Web, gestione di progetti, business
2 dic
Autore: Guido Arata
In Rete esistono diversi portali legati alla musica, grazie ai quali è possibile ascoltare un largo catalogo musicale in streaming e, in alcuni casi, di scaricare le canzoni. Alcuni esempi sono Spool.fm, iASK, SeeqPod, Last.fm, di cui abbiamo largamente parlato in un precedente articolo. Essendo però in gran numero, il risultato è piuttosto dispersivo. Ed allora ci viene in soccorso un nuovo software, Songbeat, in grado di reperire brani da tutti i principali servizi musicali della Rete.
Grazie all’interfaccia grafica permette all’utente di inserire il titolo di un brano per poi cercarlo in Rete ed offrine opzioni quali il download diretto (se possibile), l’ascolto in streaming e, ecco l’aspetto innovativo, la registrazione durante l’ascolto. Così facendo l’utente può portare sul proprio PC pure le canzoni non scaricabili perchè durante l’ascolto le registra, con una buona qualità audio. Tra le altre caratteristiche, la possibilità, di importare in iTunes e Media Player i brani scaricati e di corredare i download con le informazioni relative al pezzo in questione.
E’ lecito chiedere lumi sulla legalità della cosa, e questo aspetto è ancora tutto da chiarire. I suoi creatori si appellano al fatto che il loro prodotto non faccia altro che collegare tra loro servizi già esistenti. Ad aggravare la loro posizione in caso di denuncia potrà però giocare il fattore “lucro“: SongBeat offre infatti tutta una serie di sevizi a pagamento che potrebbero mettere in imbarazzo un’eventuale difesa. In Germania il caso SongBeat si è già sollevato da tempo, e fino ad ora ne è stata riconosciuta la legalità in un aspetto: quello della registrazione dei brani in streaming (vedi paragrafo precedente).
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