Autore: Guido Arata

Nel precedente articolo ho parlato di come i programmi Pay-Per-Click stiano cambiando le carte in tavola ai publisher, adesso continuo questo discorso, focalizzandomi su come questo cambiamento impatti pure sulle dinamiche dell’informazione in Rete.

Mentre i portali ed i blog di grandi dimensioni possono ancora vivere su modelli di revenue incentrati sui vari programmi di Pay-Per-Click, grazie ai loro altissimi numeri (sebbene se io fossi in loro non mi sentirei mai troppo tranquillo), il blog medio, non ha scampo.

E’ inutile nasconderci, più della metà dei guadagni portati dai programmi di Pay-Per-Click sono dati da visitatori che per sbaglio clickano sul banner, scambiandolo per altro. Per questo più la mole di visitatori diminuisce, più è difficile che questo si verifichi. Ma c’è dell’altro: se ci si rivolge ad un pubblico di una qualità medio-alta, sebbene le impressions siano in numero elevate, la percentuale delle possibilità che un visitatore clicki per sbaglio su di una pubblicità vengono drasticamente ridotte. E allora? Se gli utenti non clickano, e le aziende non ascoltano le proposte di sponsorizzazione avanzategli dai publisher, come possono sopravvivere questi portali?

Poi ci si lamenta che i blog di qualità sono sempre meno e che, a differenz, crescono i blog di basso livello: ma è chiaro, non ci si può rivolgere ad un pubblico di medio-alto livello se si vuole avere quantomeno l’illusione di un guadagno.

Come per ogni cosa però, una soluzione c’è, ed è il blog di nicchia. Scrivere di un determinato argomento e convogliare su di un dominio una community alla quale fornire informazioni a suon di post. In questo modo si può avere la meglio contro quelli che nel precedente articolo ho definitoi mediatori“: il publisher di un blog di nicchia è in grado di proporsi ai potenziali clienti (operanti in quella stessa nicchia) in qualità di inserzionista le cui pagine vengono visitate da un pubblico ben definito, dai ben delineati interessi. E questo i programmi di Pay-Per-Click non sono in grado di offrirlo: i banner di un’azienda appariranno sì su una ben maggiore mole di pagine, ma nulla assicurerà loro che i lettori di queste pagine possano essere interessati alo loro annuncio; il blog di nicchia invece assicura all’advertiser che il suo annuncio venga visualizzato da utenti del suo stesso campo.

Ora come ora intravedo solamente questa possibilità, non ne escludo altre.

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