Strategie Web, gestione di progetti, business
3 mar
Autore: Guido Arata
Mai come negli ultimi mesi è difficile trovare uno sponsor per un blog, un’inserzionista, un’azienda interessata a farsi pubblicità ai lati di un post. Attenzione, non stò parlando di piccole aziende e gruppi (o di singoli) che ancora hanno interesse ad intraprendere campagne di diffusione del loro brand “alla vecchia maniera”.
Il motivo più banale e scontato di questo è: c’è la crisi. Vero, ma ciò non toglie che le società e le aziende continuino (o inizino) ad investire in Rete. Il problema è che oggi tra l’inserzionista e l’azienda si pongono appositi gruppi (Sprintrade, Clickpoint, eDintorni, Oxado, e tanti tanti troppi altri) che in questa maniera, di fatto, prendono in mano il mercato: stringono contatti con le aziende, fissano con loro un prezzo e poi stringono contatto con gli inserzionisti, e fissano pure con loro un prezzo.
Letta e riletta la frase precedente non può che mettere in luce l’unilateralità della cosa. Il blogger (o più in generale il publisher) non ha idea di quanto ClickPoint, Sprintrade & Co abbiano guadagnato dal patto con Audi, Telecom, Microsoft, a loro non è dato sapere queste informazioni; conoscono solamente i centesimi che possono guadagnare nel momento in cui un loro lettore clicka sul banner che hanno posto sul blog.
Ed è facile, con un po’ di intuito e di matematica, capire che in questo meccanismo a guadagnarci sono principalmente questi gruppi di mediatori, seguiti dalle aziende (alle quali vengono offerte campagne a prezzi bassi); a perderci, i publisher, per tanti, tanti motivi.
Innanzitutto risulta per loro sempre più difficile instaurare un rapporto di comunicazione diretta con le aziende (potenziali clienti) poichè queste ultime comunicano unicamente con i “mediatori”. Poi il sistema di revenue offerto da questi gruppi è assolutamente instabile: il servizio può chiudere, può abbassare i prezzi, può pagare in ritardo; un modello di business basato su di loro è del tutto instabile. Ultimo, l’aspetto prettamente economico: l’inserzionista non può fare i prezzi, deve conformarsi all’offerta propostagli dal “mediatore”, che ha tutto l’interesse a tenerla ben più bassa di quanto accordato con l’azienda.
E non è che questo aspetto non vada ad intaccare le dinamiche dell’informazione in Rete. Come
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Commenti da Facebook
3 Responses for "Speciale: L’Advertising Online in mano ai Programmi di Pay-Per-Click"
Per personale esperienza non posso che condividere
Vero, ma quindi? A quanto pare non abbiamo altro da fare che adeguarci
Quoto in pieno e aggiungo che ormai difficilmente c’è chi si scomoda a bussare alla porta di un blogger per proporgli un’inserzione. E’ tutto in mano a mediatori che pensano ad ottenere il massimo guadagno possibile,senza dare la giusta importanza ai contenuti del blog e al tempo dedicato dal titolare a scrivere, relazionarsi, creare discussioni di valore, divulgare e informarsi.
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