Strategie Web, gestione di progetti, business
28 apr
Nel mentre Yahoo! conferma le voci di qualche giorno fa che lo volevano prossimo ad un taglio di personale pari al 5% del totale e stacca la spina a GeoCities, gigante del passato che non ha saputo adattarsi alle nuove esigenze della Rete, mentre Microsoft annuncia un’utile in rosso rispetto al 2008 ben del 6%, Apple, dopo aver sparso per il Mondo 3,97 milioni di iPhones nel giro di 2 anni, si gongola dinnanzi al bilionesimo download di un’applicazione per iPhone/iPod Touch dall’App Store. Tutto questo alla luce di un ricavo netto che nel 2009 ha toccato 1,2 bilioni di $.
Quindi la crisi c’è o non c’è? Va posta questa domanda, perchè tante aziende stanno andando male, prima tra tutte Microsoft, eppure siamo dinnanzi ad una che è in continua crescita. E non si tratta del brand ultra-scontato e low-cost, anzi. Ed allora cosa significa? Che l’America stà subendo la crisi economica?
O forse che la gente non fa altro che impiegare i soldi in marchi “fighi”? Già mi avevano spaventato le code agli outlet in periodo di saldi (a Roma ci sono stati casi di feriti durante l’assalto all’apertura dei grandi magazzini, per dirne una, all’uscita autostradale dell’outlet di Serravalle si registravano 10 km di coda, per dirne un’altra), dalle quali tornava tutta griffata di cinture, magliette e borse di marca (scontate, ma del 30%, mica in liquidazione). Ma in quel caso era facile obiettarmi: “Le code sono la prima dimostrazione della crisi“. Adesso invece come la mettiamo? Perchè l’iPhone non costa 200 euro, e nemmeno 300. Eppure è acquistato come il pane, mentre il funzionalissimo Nokia E71 che ne costa 200 resta lì sugli scaffali in attesa di qualcuno che se ne intenda davvero, che se ne freghi del brand.
Quello sopra descritto è lo scenario che ho individuato e difronte al quale mi trovo a sbattere anche diverse volte al giorno. Torniamo ora ad Apple, che da questo così triste momento culturale si arricchisce come nessun altro. Perchè come nessun altro da anni sa creare brand “fighi” nell’immaginario collettivo, mode. Secondo me quel + di fianco alla sua quotazione in borsa dipende da questo. Ed è per questo coinvolgimento culturale/sociale che è cosa triste.
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One Response for "Apple e l’immaginario che sta dietro alla Crisi Economica"
1a correzione e 1a precisazione dovute al tuo articolo.l’iphone ha venduto in 2 anni 17milioni (mettendo insieme sia il primo che il 3G) 3 milioni li ha venduti nokia con il 5800XM da novembre a oggi.
Il nokia E71 è uno smartphone di nicchia,per un uso business,l’iphone è x la sua semplicità d’interfaccia uno smartphone generalista orientato verso il settore ludico.ovvio che va a toccare una fascia molto piu ampia.
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