Quando a trascinare l’innovazione nel mondo erano in due, Apple e Microsoft non potevano che prendersi a sportellate. Ma oggi il colosso Google ha spaccato il dualismo che ha caratterizzato gli anni Novanta. Cosa è cambiato? Che come nelle più classiche delle battaglie a tre, due si alleano ed uno soffre.

Fino a pochi giorni fa alleate erano Apple e Google, con forti ingerenze di Google all’interno del consiglio di amministazione di Cupertino. Microsoft si è trovata in difficoltà, ed ha perso terreno.

Oggi questa alleanza scricchiola, a tal punto da indurre Eric Schimdt, in passato tanto AD Google quanto membro del consiglio di amministrazione Apple, a rinunciare alla mela presentando le sue dimissioni. Certo, l’antistrust aveva adocchiato questa sospetta eccessiva vicinanza, e continuarla sarebbe stato pericoloso. Ma a fare pensare che dietro ci sia anche “qualcos’altro” sono le sibilline parole di Steve Jobs: “Schimdt ha dovuto cedere la sua posizione nel consiglio di amministrazione Apple perchè i progetti di Google (Android, Chrome) sono sempre più ambiziosi ed ormai interni al core business di Apple; questo lo avrebbe portato troppe volte a dover decidere da che parte stare“. Parole che richiamano sì al conflitto d’interessi, ma che lasciano intendere fra le righe che Apple e Google sono ormai impegnati su fronti comuni, in qualità di concorrenti (Chrome - Safari, Android - MacOS, cellulari Android - iPhone, Chrome OS - MacOS).

La strada sembra essere nuovamente quella di tre superpotenze le une contro le altre. Ma questa situazione, si sa, dura sempre molto poco. Ed allora c’è spazio per nuovi scenari.

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