Strategie Web, gestione di progetti, business
12 ott
Di recente avevo detto avrei esposto la mia opinione in merito alla discussione se quello del barcamp è o non è un formato di evento in grado di fare emergere contenuti interessanti. L’occasione ed allo stesso tempo la conferma della mia idea è stato il TesiCamp, organizzato da Alberto venerdì scorso.
Al TesiCamp gli speech sono stati tenuti da laureati o laureandi, che esponevano al pubblico le loro tesi di laurea ed i risultati delle loro ricerche (riguardanti il tema delle nuove tecnologie, della comunicazione, di Internet). Il risultato: speech interessantissimi, ampie discussioni a margine delle presentazioni. Insomma, un barcamp contenutisticamente interessante.
Veniamo alla mia idea sui barcamp: in Italia è arrivata una degenerazione del format. Negli USA ed in Inghilterra si tratta di eventi destrutturati dal punto di vista dell’organizzazione, della locations e del palinsesto, dove chi arriva ed ha qualcosa di interessante da esporre si scrive sul calendario della giornata; le rpesentazioni sono però molto ben preparate, frutto di studi, di ricerche, di tempo perso lì dietro. In Italia quale degenerazione è arrivata? Locations ben definite, ricchi buffet, gadget e magliette. Speech spesso improvvisati, destrutturati. Vogliamo dire: l’opposto.
E tutto ciò è stato lampante al TesiCamp: gli autori delle presentazioni erano giovani che presentavano la loro tesi di laurea; presentavano quello sul quale avevano sputato sangue per mesi; erano convinti di quanto dicevano, ogni loro discorso seguiva una logica ben precisa. Erano strutturati. E pertanto interessanti.
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6 Responses for "Il barcamp come deve essere: l’esempio del TesiCamp"
Bella riflessione Guido. Ma secondo te cosa ha fatto la vera differenza rispetto ad un Barcamp tradizionale oltre all’impegno degli studenti nell’esporre le proprie tesi?
Qual è stata la chiave del successo dell’iniziativa?
Ciao Andrea
Grazie Andre, guarda a mio avviso la chiave è proprio quella, ovvero presentazioni strutturate, ragionate. Ai classici barcamp, quelli “nostri” intendo, ormai si parla perchè si deve fare, e quello che si dice è al 90% sempre lo stessa cosa. Poi si ride, si scherza. Ma allora si va a fare una pizza.
Il barcamp, quello vero, offre contenuti pensati, strutturati, che di conseguenza diventano interessanti.
Tu hai qualche idea a riguardo?
G.
Proseguire su questa linea è indispensabile. Forse mancava qualcosa. Intendo anche la presenza di sponsor e aziende aperte al dialogo. Coinvolgere pure professionisti e manager del settore negli incontri aiuta a renderli più “credibili”.
Non che prima non lo fossero, anzi, ma il tesicamp da quello che hai raccontato è riuscito a smuovere le acque, strutturando meglio l’evento.
Organizzando una scaletta dei discorsi ben precisa e richiamando l’attenzione dei media, del mondo accademico e delle imprese.
Come dico sempre nel mio blog è la sinergia tra gli innovatori (i bloggers) e queste 3 realtà a fare la differenza. Ma attenzione: abbandonare del tutto l’informalità del barcamp tradizionale sarebbe controproducente. Bisogna raggiungere un equilibrio tra esigenze di strutturazione e scambio incontrollato di idee.
Vedrei bene un barcamp in cui viene dato spazio a diverse categorie. Questa volta tesisti. La prossima che so aspiranti imprenditori, progetti di gruppo o individuali su problemi posti dalle aziende partecipanti di cui i/il migliore finanziabile, concorsi di idee per migliorare la comunicazione aziendale, universitaria o degli enti pubblici. Che ne pensi? Tu a che altro pensavi?
Ciao Andrea
Condivido, il fatto è che per mia esperienza i barcamp classici sono spesso stati esposti troppo all’attenzione dei media, degli sponsor prestigiosi, ecc. Mentre poi non hanno presentatocontenuti all’altezza, deludendo gli stessi sponsor. Quindi dico, se fino ad ora i barcamp qui da noi sono stati tanti buffet, tanta attenzione mediatica, tanti sponsor strafighi, il TesiCamp ha rappresentato una svolta perchè, finalmente, i contenuti presentati erano strutturati, interessanti. In quest’ottica sì che aziende e sponsor possono rimanere soddisfatte dell’evento;)
G.
[...] non era ancora passato. Ma è piaciuto. Su tutti, da segnalare i post di Alessandro Fontana e di Guido Arata, che hanno vissuto l’evento da due punti di vista [...]
[...] non era ancora passato. Ma è piaciuto. Su tutti, da segnalare i post di Alessandro Fontana e di Guido Arata, che hanno vissuto l’evento da due punti di vista [...]
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