Di recente avevo detto avrei esposto la mia opinione in merito alla discussione se quello del barcamp è o non è un formato di evento in grado di fare emergere contenuti interessanti. L’occasione ed allo stesso tempo la conferma della mia idea è stato il TesiCamp, organizzato da Alberto venerdì scorso.

Al TesiCamp gli speech sono stati tenuti da laureati o laureandi, che esponevano al pubblico le loro tesi di laurea ed i risultati delle loro ricerche (riguardanti il tema delle nuove tecnologie, della comunicazione, di Internet). Il risultato: speech interessantissimi, ampie discussioni a margine delle presentazioni. Insomma, un barcamp contenutisticamente interessante.

Veniamo alla mia idea sui barcamp: in Italia è arrivata una degenerazione del format. Negli USA ed in Inghilterra si tratta di eventi destrutturati dal punto di vista dell’organizzazione, della locations e del palinsesto, dove chi arriva ed ha qualcosa di interessante da esporre si scrive sul calendario della giornata; le rpesentazioni sono però molto ben preparate, frutto di studi, di ricerche, di tempo perso lì dietro. In Italia quale degenerazione è arrivata? Locations ben definite, ricchi buffet, gadget e magliette. Speech spesso improvvisati, destrutturati. Vogliamo dire: l’opposto.

E tutto ciò è stato lampante al TesiCamp: gli autori delle presentazioni erano giovani che presentavano la loro tesi di laurea; presentavano quello sul quale avevano sputato sangue per mesi; erano convinti di quanto dicevano, ogni loro discorso seguiva una logica ben precisa. Erano strutturati. E pertanto interessanti.

Dai visibilità al problema: