Strategie Web, gestione di progetti, business
9 gen
Oggi sul blog del Working Capital di Telecom ho parlato del progetto di Alessandro Alemanno. Consiglierei ad Alessandro di rivalutare la genuinità della propria idea, sia in chiave di mercato e di ritorno dell’investimento sia in chiave di utilità .
Primo punto – Quanto può costare il cambiare le cabine con altre totalmente nuove? A quanto ammontano le spese di manutenzione (non vanno scordate, possono verificarsi guasti e necessità di interventi di tecnici, e questi interventi devono essere rapidi, su tutto il territorio italiano). Troppo.
In ogni caso – ed arriviamo al secondo punto – mi chiedo: perchè se ci sono YouTube, Vimeo & Co una persona dovrebbe andare in una cabina posta in un luogo pubblico a registrare il proprio video? La risposta di Alessandro penso sarà: perchè così il proprio video finisce all’attenzione di partners interessanti. Ok, ma il limitare il raggio di azione dell’utente allo spazio di una cabina non è poco influente sul video. Così come l’essere posta in un luogo pubblico, dove passa gente. Insomma, in quanti andrebbero ad utilizzarla?
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2 Responses for "Impressioni sul pitch di Alessandro Alemanno al Working Capital di Milano"
Alessandro, vuoi per l’emozione o per il poco tempo a disposizione, non ha saputo descrivere i punti chiave dell’intero progetto, ovvero:
- i videobox sono destinati, almeno inizialmente, ai grandi parchi di divertimento (vedi Gardaland, Mirabilandia et similia), dove gli utenti che si portano al parco giochi hanno la possibilità di registrare un proprio video in memoria di quella giornata, dove possono scegliere, tra i vari sfondi che saranno a disposizione (nell’esempio uno sfondo per ciascuna attrazione), un sottofondo musicale e registrare il tutto, così da poterlo poi “riprendere” una volta a casa, scaricarlo sul computer o inviarlo ad amici e parenti;
- i videobox non sono precisamente delle cabine, ma permetteranno all’utente un più ampio raggio d’azione rispetto a quelle che siamo soliti vedere nei centri commerciali per le foto istantanee. Gli utenti (si possono ospitare fino a 4 persone insieme) potranno registrare la loro figura per intero, muoversi “abbastanza” liberamente con una webcam o più webcam che ne segue i movimenti;
Questi sono solo 2 punto che Alessandro non è riuscito a mostrare alla Bocconi di altri (come il progetto franchising per estendere il progetto e dal quale si trarrebbe profitto con le royalty sul fatturato), come un accordo con un canale satellitare dove i video che ciascun utente si porterà a registrare (dai videobox si registrano video in HD) andrà ad essere visibile a rotazione su un apposito canale dove saranno presenti tutti i video registrati nei vari videobox sparsi per il Bel Paese, etc. etc. etc.
In ultimo per i costi di gestione, si siglerebbe con l’azienda produttrice di queste cabine un contratto nel quale ci garantirebbero sull’intero territorio assistenza nonché un’assicurazione contro gli atti vandalici.
Per i server saranno locati in una server farm dove ci saranno addetti ai lavori presenti 24h su 24h a fornire assistenza e monitoraggio a fronte di un contratto, che si potrebbe ammortizzare con il discorso del franchising.
Credo, quindi, che l’idea in sé non sia tanto “sballata” o priva di utilità: è pur sempre intrattenimento no? e da che mondo e mondo all’essere umano piace condividere fatti ed emozioni con chi lo circonda.
Gabriele BUSANI
Ciao Gabriele,
grazie per il tuo commento.
Però, mi dispiace, non riesco a vederlo. Tu parli di una server farm con addetti ai lavori 24h/24h. Ti sarai sicuramente informato sui costi, ti sarai fatto un’idea dell’ingente investimento che richiede…!
L’”azienda produttrice di cabine”, ti sarai fatto un’idea dei costi di produzione della singola cabina? E soprattutto dei costi per coprire il territorio nazionalmente con addetti ai lavori? Hai idea del mega-investimento che – sul lungo termine e a carattere continuativo – richiederebbe?
Detto questo, siamo di nuovo lì: perché? Perché approntare tutto questo quando ormai chiunque ha in tasca un figosissimo e spesso carissimo cellulare con fotocamera minimo 3 megapixel (quando uscirebbero le vostre cabine saremmo al meno a 6pmx) che non vede l’ora di usare proprio per catturare i momenti belli della sua vacanze, fare video con gli amici ovunque, e condividerli su: YouTube, Vimeo, Facebook? Perchè stanti così le cose dovrebbe chiudersi in una cabina pubblica, in mezzo alla gente, con limitazioni spaziali, per registrare i propri divertimenti?
Non lo vedo proprio.
“da che mondo e mondo all’essere umano piace condividere fatti ed emozioni con chi lo circonda” attento anche qui. L’uomo condivide le proprie emozioni nell’istante in cui queste si verificano. Il citizen reporter è questo. Vede qualcosa di emozionante – in positivo o negativo – e lo registra. Stessa cosa la persona comune vive un momento di divertimento, di aggregazione (ad esempio come dici tu ad un parco acquatico) e sente il bisogno di registrare quei momenti per poi – 2.0 – condividerli. Giustissimo. Ma si parla di “presa diretta delle emozioni”. E non che: mi sono divertito, allora vado con gli amici in un box e lì…registro le mie emozioni. Se vuoi è una differenza sottile..ma è una gran bella differenza
G.
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