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16 mar
Di recente più di un amico mi ha rivolto la domanda: ma è vero che il blog è morto, o quantomeno è in disuso?
Secondo me il blog non è morto, secondo me è stato uno strumento in prima battuta osannato fino allo sfinimento, per il quale si sono avanzati impieghi azzardati che il tempo ha poi smentito. Ma questo non significa che lo strumento blog sia in fallito.
Inoltre, chi proclama la morte del blog è colui che oggi comunica sui social media a suon di short-status nei quali concentra opinioni e link. Ovvero buona parte degli opinion leader italiani. Questo perché aggiornare il proprio status è sempre possibile e soprattutto perché richiede un impiego di tempo infinitamente minore. Ed oggi gli opinion leader sono a tutti gli effetti “sommersi” di cose da fare, in quanto hanno i loro lavori, hanno gli incarichi che hanno raggiunto grazie alla loro popolarità e competenza (ormai riconosciuta), e hanno il loro ruolo di opinion leader da portare avanti. Gli manca il tempo, ed è quindi naturale che si orientino maggiormente verso uno strumento immediato e potente quale quello degli status, del micro-blogging. Ma attenzione, se il blog non è più lo strumento privilegiato di questa (ristrettissima) categoria di utenti, non significa che sia uno strumento in disuso.
Dai visibilità al problema: Tweet #siamoeroi
Commenti da Facebook
One Response for "Il blog non è morto"
Non credo assolutamente che i blog siano morti. Per quanto stiano guadagnando terreno i social, i lbog offrono un servizio non ancora coperto dai primi.
Inoltre, come spesso ripeto nelle mie consulenze, il blog è la “casa di proprietà” mentre i social network sono gli “appartamenti in affitto”.
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