Strategie Web, gestione di progetti, business
7 gen
Oggi ho parlato del progetto di Angelo Penone. Personalmente tropo TripAdvisor (per fare un nome) capace di fare tutto quanto mi serve per condividere con gli altri la mia vacanza e per permettermi la creazione di un diario di viaggio. L’applicazione per cellulare che Angelo ha in mente è interessante, ma troppo spesso può dimostrarsi scomoda: scatto una foto che voglio rimanga a me e non vada nel diario: devo poter effettuare questa scelta. Stesso discorso per i video. Ed ecco che diviene una classica applicazione di Travel 2.0 che ti permette di aggregare fotografie evideo in album esportabili poi su PC e condivisibili online. Pertanto non individuo – a differenza di Angelo – il vantaggio competitivo in questo.
5 gen
Oggi in un post sul blog del Working Capital ho parlato del progetto di Salvatore Mocciaro. Si tratta di un chatbot, che in buona parte – dice lui – è già realizzato e fruibile: Cl0ne.
Si tratta di un chatbot, e come tale per funzionare richiede interessanti accorgimenti tecnici ed algoritmi importanti, che non possono non che risultare interessanti. La novità introdotta da Salvatore è l’aver dotato Cl0ne di memoria: il chatbot si ricorda di me e di giorno in giorno riesce a rispondere alle mie frasi in maniera sempre più pertinente. Tecnologia molto interessante, per un prodotto che da solo non dice niente, ma che aspetta di trovare un’applicazione pratica. Per questo penso che Telecom non porti questo progetto alla fase di deal, ma consiglierei di approfondire sulla cosa ed offrire supporto a Salvatore affinchè possa portare avanti ulteriori studi e sviluppare il suo algoritmo. Che è di sicuro interessante.
4 gen
UPDATE: Mi sono reso conto di essere stato per nulla esaustivo nello spiegare il perchè della mia sfiducia nel modello di business presentato da Donata e Michele. Ringrazio allora Alessandro che nei commenti mi ha indotto a spiegarmi meglio. Vi invito alla loro lettura
Oggi sul blog del Working Capital di Telecom ho parlato del progetto di Donata Andreutti e Michele Bonelli. Cosa dire: affronta un ambito sicuramente interessante, quasi utopico, ma in fase di affermazione negli ultimi tempi.
Niente da ridire in merito all’idea. Ma nutro dubbi e perplessità sul modello di business: “advertising tradizionale” e “contenuti premium”. Il primo non è in grado di generare revenue considerevoli su portali di qualità ( e quello in questione andrebbe necessariamente a rivolgersi ad un’utenza di qualità). Il secondo andrebbe meglio definito, e consiglierei pertanto agli interessati al progetto di approfondire le idee di Donata e Michele.
30 dic
Oggi sul blog del Working Capital ho parlato del progetto presentato da Francesco Galella. Si tratta di un’idea originale, ma che secondo me non tiene conto di un’importante fattore: un’utenza di riferimento estremamente eterogenea. Parla di un mercato di potenziali clienti di decine di migliaia di stabilimenti in Italia, senza però valutare il fatto che buona parte di questi sono per lo più popolati da persone anziane, totalmente analfabete in termini di tecnologia (non sono tutti sulla riviera romagnola, dove i giovani sono in netta maggioranza).
Inoltre i piccoli stabilimenti difficilmente decideranno di ricorrere ad una simile soluzione: spesso si basano su forti rapporti personali con i clienti, che non richiedono la necessità di prenotare il proprio ombrellone tramite Internet. Resta il mercato dei grandi stabilimenti balneari, che però si trovano davanti ad un altro concreto problema: accanto ai costi dell’impianto proposto da Francesco vanno aggiunti quelli per dei veri e propri camerieri che portano i piatti ordinati agli ombrelloni. Trattandosi di grandi stabilimenti non è un costo irrisorio, dal quale però non è possibile prescindere.