DelfinsBlog (Guido Arata)

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Archive for the ‘SEO’ Category

Autore: rammit

Ci sono certe cose che probabilmente volete nascondere dai crawler di Google. Si possono trattare di numeri di telefono, email, informazioni personali e così via. Oppure potreste semplicemente desiderare di impedire un facile copia-incolla di qualche vostro contenuto (chessò, la vostra collezione di poesie post-crepuscolari?). Il metodo migliore è trasformarle in immagini, e con questo tool è facilissimo.
(continua…)

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  • Filed under: SEO, Servizi Web
  • Autore: Guido Arata

    Meno di un mese fa avevamo parlato di una nuova funzionalità di Google in dirittura di arrivo, allora in fase di testing privato, che oggi è finalmente disponibile a tutti: il feed RSS delle ricerche. Avevamo già parlato dei vantaggi che la loro implementazione porta agli utenti, e quindi ci soffermeremo unicamente sulle dinamiche con le quali Google ha deciso di offrire il servizio (perchè ci sono delle sorprese).

    Innanzitutto, la scelta di integrare il feed della ricerca in Google Alert; non un link in alto a ciascuna ricerca, da inserire nel feedreader come si poteva ipotizzare, bensì un procedimento più macchinoso. Per impostare il feed di una ricerca bisogna infatti recarsi in Google Alert, creare un nuovo avviso (come si è sempre fatto) e confermare. A questo punto si viene portati nella lista relativa a tutti gli alert impostati, e per quello appena creato (del quale vogliamo il feed), bisogna clikkare su "Modifica" ed editare la preferenza "Invia Tramite", impostando "feed" (e non "email", come di default). Ecco che viene creato il link al feed, così che lo si possa esportare in qualsiasi lettore di feed. (continua…)

    Riflessione: fenomeno-Cuil

    In tutta la giornata di ieri in giro per i blog, italiani e non, si è parlato e riparlato a raffica di un nuovo motore di ricerca, dal nome Cuil. In un primo momento ho pensato si trattasse del solito ambizioso progetto irrealizzabile, magari pure bello, ma senza futuro, di cui si parla giusto per aggiungere un post alla pubblicazione giornaliera; ma scorrendo tra i feed era talmente tanta la mole di articoli che lo avevano come soggetto, da indurmi a mettere in dubbio la mia prima impressione ed approfondire a riguardo (le conclusioni tratte sono nell’ ultimo paragrafetto, se sapete già tutto su Cuil vi consiglio di balzare lì).

    Si tratta di un motore che promette risultati più coerenti alle richieste degli utenti, che attribuirà importanza ad una pagina web non in seguito al numero di link in entrata ed uscita che annovera (come fanno Google & Co), ma piuttosto in base al contenuto di essa. La stessa visualizzazione dei risultati di ricerca muta radicalmente: non più tanti risultati a mo di elenco di link, bensì un’ interfaccia a tre colonne, ciascuna di queste contenente 2-3 risultati, arricchiti con un’ immagine di anteprima ed un estratto dei contenuti presenti in quella pagina. Pure la privacy è affrontata in maniera ben differente da Google. Cuil non terrà traccia, infatti, degli IP che hanno effettuato ricerche, ne delle keywords utilizzate; insomma, totale trasparenza, sulla carta. ma fin qui, tutte buone idee, ottime idee, ma non in grado di giustificare una tale attenzione nei suoi confronti, perchè quello della privacy è un buon proposito, che messo così non ha però diverso valore dal dichiarato intento di andare in Iraq per scovare armi nucleari; quello della tecnologia di posizionamento e di indicizzazione, tutti ormai hanno capito che ci può essere di meglio rispetto alla strategia seguita da Google, ma in quanti poi effettivamente sanno metter su una valida alternativa? Figurarsi poi migliore. Ci dev’ essere qualcos’ altro…e credo di averlo identificato.

    Cuil è nato da due sposi, Tom Costello ed Anna Patterson, ed il punto di interesse stà nel fatto che la donna sia una tra le figure femminili maggiormente di spicco nell’ ambiente dei motori di ricerca a livello mondiale, avendo collaborato per molti anni con Google, contribuendo, per BigG, alla creazione del più vasto database di indicizzazione di pagine web (ben 12 miliardi) fino ad ora mai realizzato. Il connubio Anna-Googe si è poi spezzato, e la donna ha deciso di mettersi "in proprio", sfruttando non solo le esperienze che lei stessa ha maturato sul campo, ma pure quella di altri ingegneri che un tempo avevano lavorato per Google. Insomma, questa storiella a mo di biografia per dire che lo staff che stà dietro a Cuil è di prim’ ordine, ed è già conosciuto, affermato nel settore. Questo sì, effettivamente è un aspetto in grado di porre Cuil diverse posizioni avanti rispetto ai simil-progetti che da anni nascono e muoiono, perchè il gruppo ha già conoscenze ed un autorevolezza nel settore non certo di poco conto. Questo quindi credo giustifichi le grandi aspettative che il pubblico e gli esperti ripongono in questo progetto.

    Personalmente però, non riesco a vederlo come colui che supererà Google; anche perchè per poter sperare di portare a compimento un’ omerica impresa del genere, con la Rete del momento,  non si può prescindere dal mettere a disposizione del pubblico un valido sistema pubblicitario. Finchè questo aspetto non verrà affrontato da Cuil, Google rimarrà solo lì in alto. Quando nascerà l’ AdSense di Cuil, allora ne riparleremo volentieri.

    Molti webmasters di siti web, portali e blog internazionali e ben affermati hanno denunciato, nell’ ultimo mese, un brusco calo di accessi da Google, scoprendo come il loro sito risultasse aver perduto diverse posizioni nei risultati di ricerca. Nella gran parte dei casi, inoltre, hanno avuto modo di verificare come la loro posizione nei risultati di ricerca mutasse anche dopo pochi minuti, portandoli, per la stessa keyword, una volta in 1° pagina, una volta addirittura in 9°. Cambiamenti inusuali, strani e, fino ad ora, non motivati.

    Ebbene, sul forum WebmasterWorld, uno tra i più in vista del settore SEO, popolato dai più grandi esperti a livello internazionale, si è aperta una discussione molto interessante a riguardo. In essa si legge come la ex-Google Dance (ormai chiamata dallo stesso Google con il nome di Everflux) sia iniziata a partire dal 2 Aprile, e stia durando tutt’ ora, seppure con una minore intensità rispetto alla prima settimana; durante questo periodo ad aver scalato le posizioni sono stati gli aggregatori di notizie, che hanno raggiunto, all’ improvviso, i primi risultati delle ricerche, anche per termini di ricerca noti ed ambiti quali "scegliere mutui". Il motivo di questa scalata promossa da Google? Si pensa sia un tentativo di BigG di scovare i nuovi siti di spamming che stanno popolando la Rete, nascendo a ritmo spasmodico: le tecniche di posizionamento scorrette, le indicizzazioni con criteri non corretti, ed altre tecniche truffaldine, sono sempre più diffuse sui siti di questo tipo, e per questo sembra che Google abbia voluto analizzarli a fondo. CONTINUA A LEGGERE!

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    Il PageRank di Google stà attraversando una profonda crisi di credibilità. Un tempo massima espressione del valore di un sito web in rapporto al Web intero, oscilla oggi tra penalizzazioni, risarcimenti e chi più ne ha più ne metta: meno PR a chi vende links, meno PR a chi "passa PageRank" in maniera troppo palese, più PageRank a chi si attiene agli standard Google…ma sicuri che il valore reale di un sito sia basato su questo? E non magari sul numero di visite, del tempo di permanenza sulle pagine, della percentuale di visitatori di ritorno, di backlinks, di lettori feed, o altro? Insomma, Google ha tirato troppo la corda, ed ora il suo PR ha perso credibilità: chissà se il sito che stò visitando ha l’ indicatore PR della Google Toolbar impostato a 2 perchè è poco conosciuto, o perchè ha osato vendere dei links per raccimolare guadagni col frutto del suo servizio?

    E’ così che iniziano a nascere le prime alternative, volte sempre a fornire all’ utenza un numero che concentri in se il valore del sito in rapporto al Web. Primo progetto, il Yahoo! User-sensitive PageRank, che sembra verrà calcolato più sulle statistiche relative agli utenti, che sui backlinks; assai interessante è il secondo, l’ IZEA RealRank, ilq uale valore verrà aggiornato quotidianamente, influenzato al:

    • 70% dal numero di visitatori
    • 20% dalla quantità di link in ingresso attivi
    • 10% dalle pagine visualizzate

    Perchè l’ IZEA effettui correttamente tutti i rilevamenti, è necessario iscrivere il proprio sito al servizio.

    Che dire, mi trovo fiducioso nei confronti di questi progetti, mentre presto sempre meno attenzione alla verde barretta della Google Toolbar.

    Grazie a Davide Pozzi per l’ interessante notizia

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