DelfinsBlog (Guido Arata)

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C’è un gran tam-tam in Rete, nato in seguito all’annuncio di Facebook nel quale si avvisa che ben presto gli utenti avranno la possibilità di “Seguire” un profilo. In poche parole chi sceglie di seguire un profilo riceverà una notifica ogni volta che questo profilo aggiungerà una nuova fotografia, aggiornerà il proprio stato, ecc. Un po’ come accade su Twitter. E proprio per questo c’è chi in Rete annuncia la morte di Twitter. In parte non è così, bisogna differenziare tra i Profili Pubblici e le Pagine.

Per quanto riguarda i primi, resta ancora una grande, grossa differenza tra Twitter e Facebook: su Twitter è possibile mantenere una lista di contatti che non incroci la sfera personale, ma che riguardi unicamente la sfera lavorativa. Su Facebook questo non è possibile (tecnicamente sì, nella pratica no: lo strumento non è nato per questo, e si porterà per sempre dietro questa caratteristica). Anche se presto qualcuno potrà seguirmi per ricevere le notifiche circa le novità che mi riguardano, tali informazioni saranno sempre una mistione tra attività personale ed attività lavorativa. Ci saranno fotografie di me ad una conferenza ed il giorno dopo le mie in barca con la famiglia. Facebook è uno strumento generalista, per quanto riguarda i Profili Personali.

Diversissimo è invece il discorso riguardante le Pagine Pubbliche ed i Gruppi. Proprio pochi giorni fa mi stupivo che non fosse possibile ricevere notifiche quando qualcosa di nuovo accadeva in una Pagina di cui sono Fan. Bene, a quanto pare a breve ci sarà la possibilità di “Seguirla” e di riceverle. Quindi, per i Profili pubblici lo trovo un passo importante in ottica di comunicazione e marketing. Ed in questo caso sì, Twitter può iniziare a tremare, e proprio quando aveva intenzione di rilasciare i Profili Professionali a pagamento. Se è cattivo, il tempismo di Facebook non è casuale.

Facebook Places e la sua rivoluzione

Qualche giorno fa Facebook ha lanciato Places, un servizio direttamente in concorrenza con Foursquare e Gowalla, e che va a collocarsi tra i servizi in grado di “rivoluzionare il Web”. Perchè?

Innanzitutto in breve come funziona: chi utilizza Facebook dall’iPhone avrà la possibilità di rispondere non più soltanto alla domanda: “A cosa stai pensando”, bensì anche a “Dove ti trovi?”. L’applicazione rileva in automatico la posizione dell’utente, e gli suggerisce le attività commerciali ed i luoghi pubblici che stanno nei dintorni. Sta all’utente specificare in quale di questi si trovi. Una volta che questa informazione viene data, Facebook la spara in Bacheca. Ma non finisce qui: a ciascun’attività commerciale nella quale ci si trova è possibile associare un commento, anche questo pubblicabile in Bacheca.

E’ chiaro come un simile servizio vada in contro ai business locali, che finalmente possono ritagliarsi visibilità gratuita sul social network più grande del mondo.

Ci tengo a dire che questa rivoluzione non è di Facebook: Foursquare e Gowalla sono arrivati ben prima di Places, ed hanno già avviato il processo. Ma sono sicuro che tale processo andrà incontro ad una netta accelerazione ora che a presentarlo ed a farsene pioniere è Facebook. Soprattutto qui in Italia, dove la creatura di Zuckemberg è leader.

Ho parlato di rivoluzione, e si tratta di una parola grossa. Ma ora spiego perchè è lecito scomodarla. Da diversi mesi molte attività commerciali USA si sono accorte della potenza di Foursquare, ed hanno avviato iniziative interessanti molto simili tra loro: offrivano sconti a quei clienti che avrebbero segnalato sui social network la loro presenza nel locale. C’è chi in cambio offriva la cena, chi uno sconto sui prodotti ed i vestiti. Di tutto e di più, come contropartita della visibilità gratuita sul Web.

Ma c’è di più. Facebook da tempo ha rilasciato Facebook Connect, e poi OpenGraph, due progetti volti ad integrare Facebook su qualsiasi sito web. In poche parole installandoli sul proprio sito è possibile permettere ai visitatori di loggarsi usando le credenziali di accesso di Facebook. Mi aspetto che ben presto questi strumenti offriranno ai proprietari dei siti web che ne fanno utilizzo la possibilità di venire a conoscenza delle informazioni geo-localizzate che Facebook raccoglie, e di utilizzarle a proprio piacimento. Mi aspetto quindi che tra qualche tempo i proprietari di un sito web possano sapere al volo la posizione geografica dalla quale si stanno connettendo i loro visitatori, e magari pure gli itinerari che questi hanno seguito in passato. Informazioni geniali in ottica di advertising.

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Guido Arata

Guido Arata collabora con Jack (mensile edito Gruner+Jahr/Mondadori), Il Sole24Ore, Telecom Italia. Studia Ingegneria Informatica. Cura il blog Tweetblog per Blogosfere, e gestisce il canale Blog del portale JackTech. L'esperienza maturata sul campo lo porta ad essere startupper e web project manager


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