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	<title>DelfinsBlog (Guido Arata) &#187; Tutti gli articoli</title>
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	<description>Strategie Web, gestione di progetti, business</description>
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		<title>2012: Pensa internazionale, e spacca</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/12/30/pensa-internazionale-e-spacca-i-culi/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 12:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Studiamo in scuole dove chi ci dovrebbe insegnare ha perso ogni amore per il suo lavoro, ed ogni giorno non fa altro che portare in classe la sua disillusione, sottoforma di strafottenza, mala-istruzione, sfottò, maltrattamenti, indifferenza. Marciamo in università un tempo grandiose ed oggi ferme agli anni 80. A Genova se vuoi andare in macchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Studiamo in scuole dove chi ci dovrebbe insegnare ha perso ogni amore per il suo lavoro, ed ogni giorno non fa altro che portare in classe la sua disillusione, sottoforma di strafottenza, mala-istruzione, sfottò, maltrattamenti, indifferenza.</p>
<p>Marciamo in università un tempo grandiose ed oggi ferme agli anni 80. A Genova se vuoi andare in macchina a ingegneria hai un quartiere tutto a strisce blu da 1,5€ l&#8217;ora. Devi ingegnarti e trovarti parcheggi d&#8217;occasione e sfuggire al vigile. Andiamo a lezione ed incontriamo professori da troppo tempo adagiati per ritenere ancora intessante aiutare le 50 facce che hanno difronte a costruire il loro Futuro. Oppure troviamo alla cattedra un ricercatore troppo insicuro, sottomesso ed assuefatto per ribellarsi. Andiamo agli esami e non sappiamo se ci sarà il professore. Lavoriamo per mesi alla tesi e quando la discutiamo ci accorgiamo che le 5 persone che stanno di fronte a noi per giudicarci non hanno mai visto prima il progetto ne hanno idea di cosa tu stia parlando.</p>
<p>Usciamo di casa per farci una vita e ci imbattiamo il contratti che spacciati da &#8220;stage&#8221; ci danno un compenso di 450€. Ingoiamo il rospo. Al 6° stage che ci fanno fare, capiamo che si tratta di un gioco, e noi siamo le pedine.</p>
<p>Proviamo a mettere su un&#8217;attività tutta nostra, ed al primo anno arriva l&#8217;INPS a portarci via il 25% di una pensione che sappiamo benissimo mai riavremo indietro. Poi arrivano le tasse.</p>
<p>Nonostante tutto siamo bravi e concludiamo un bell&#8217;affare. Ma ci pagano a 120 giorni.</p>
<p>Abbiamo meraviglie che il Mondo ci invidia. Ma qualcuno ci scarichiamo i rifiuti tossici e gli scarichi degli hotel.</p>
<p>Sarà per tutto questo (e altro ancora) che <strong>quando andiamo all&#8217;estero spacchiamo i culi</strong>.</p>
<p><strong>Ti auguro di pensare internazionale, in questo 2012</strong></p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>Cosa devono fare nel 2012</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/12/15/cosa-mi-dovrebbero-fare-nel-2012/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook: inizia a sviluppare il Search, ad oggi inusabile. Obiettivo: indurre le persone ad usare il Facebook Search per trovare ciò di cui hanno bisogno. Non dimentichiamo che Facebook può indicizzare anche i contenuti al di fuori del dominio facebook.com, grazie all&#8217;Open Graph Twitter: con il nuovo restyle si è fatto social, adesso è tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/12/babbonatale_lettere.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-4652" title="babbonatale_lettera" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/12/babbonatale_lettere.gif" alt="" width="250" height="251" /></a></div>
<p><strong>Facebook:</strong> inizia a sviluppare il Search, ad oggi inusabile. Obiettivo: indurre le persone ad usare il Facebook Search per trovare ciò di cui hanno bisogno. Non dimentichiamo che Facebook può indicizzare anche i contenuti al di fuori del dominio facebook.com, grazie all&#8217;Open Graph</p>
<p><strong>Twitter:</strong> con il nuovo restyle si è fatto social, adesso è tempo di offrire agli utenti una migliore esperienza per quanto riguarda gli hashtag. Un servizio che li categorizzi, indicizzi, che li ordini. Per certi versi una storia su Twitter ha una cassa di risonanza maggiore, ma è tempo di dare la sterzata decisiva, e la hashtag-farm è la soluzione</p>
<p><strong>Google+:</strong> rendi tangibili i benefici in termini SEO portati da un corretto utilizzo di Google+ da parte delle aziende, altrimenti preparati a venir dimenticato. Finora si sa che influisce, ma non è decisivo, è un rumor. Trasformalo in fatto tangibile</p>
<p><strong>Foursquare:</strong> basta aggrapparsi alla gamification: ha funzionato, ti ha dato una spinta spaventosa. Ora però cambiala &#8216;sta marcia, la gamification non è la strada. La strada sono i servizi agli Utenti</p>
<p><strong>Spotify:</strong> il Futuro è nelle tue mani. Portacelo un po&#8217; anche qui in Italia, arriva!</p>
<p><strong>Microsoft:</strong> lascia perdere fantomatici social network e getta anima e core sul Windows Phone 7.5: migliora il multitask, c&#8217;è (ampio) margine di miglioramento</p>
<p>, ed integra Skype e Gtalk nella messaggistica esattamente come finora hai fatto per la chat di Facebook.</p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>Siamo eroi</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/12/11/siamo-eroi/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 14:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(photo by Luca Sartoni) Sono tornato da LeWeb e non riesco a togliermi dalla mente alcuni sguardi. Occhi pieni di incredulità stupore e compassione. Non certo da non dormirci la notte, ma quel tanto che basta per tormentarti quando meno te l&#8217;aspetti ed obbligarti a porti delle domande ed a confonderti nelle risposte. Parlo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/12/6482779099_250a1ce762.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4649" title="6482779099_250a1ce762" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/12/6482779099_250a1ce762.jpg" alt="" width="405" height="269" /></a><em>(photo by <a title="sartoni leweb photo" href="http://www.flickr.com/photos/lucasartoni/sets/72157628319575269/with/6471737019/">Luca Sartoni</a>)</em></p>
<p>Sono tornato da <strong><a title="leweb" href="http://www.leweb.net/">LeWeb</a></strong> e non riesco a togliermi dalla mente alcuni sguardi. Occhi pieni di incredulità stupore e compassione. Non certo da non dormirci la notte, ma quel tanto che basta per tormentarti quando meno te l&#8217;aspetti ed obbligarti a porti delle domande ed a confonderti nelle risposte.</p>
<p>Parlo della reazione di coloro ai quali mi sono trovato a spiegare che in Italia, <strong>venir pagato a 60 giorni è un privilegio</strong>. A 90 è una fortuna. <strong>Oltre è la prassi</strong>. Perchè qui ormai siamo assuefatti, ma quando ti trovi in un edificio stracolmo di gente da tutto il Mondo, hai l&#8217;occasione di confrontarti con loro e di vedere le loro reazioni: e capisci che là fuori &#8211; oltre i confini del nostro Belpaese &#8211; le cose funzionano diversamente.</p>
<p>Non sto qui a mugugnare ne a parlare di quanto sia bello l&#8217;Estero rispetto al nostro Paese. Sto qui per ricordare a tutti che il sistema dei pagamenti nel Mondo non funziona come da noi. Sto qui per ricordare a tutti quelli che sono &#8220;costretti&#8221; a piegarsi che nel loro piccolo sono degli eroi. <strong>Siamo degli eroi</strong>. Non lo dico io, lo hanno detto e ripetuto gli occhi delle persone con le quali ne ho parlato.</p>
<p>Le persone, francesi, danesi, tedesche, americane puntualmente mi chiedevano: &#8220;<strong>Ma come fate?</strong>&#8220;. Ed è qui che si accende in me quell&#8217;orgoglio misto a rabbia: &#8220;<strong>Facciamo</strong>&#8220;. Sì perchè ce la facciamo. C&#8217;è chi ce la fa adattandosi a queste regole e diventando giorno dopo giorno sempre meno eroe e sempre più carnefice, c&#8217;è chi si limita a diventare meno eroe perchè davvero non può fare altrimenti, chi gioca al compromesso, chi si adatta (spesso limitando le sue potenzialità) e diventa giorno dopo giorno sempre più eroe, chi fallisce.</p>
<p>Tu fai una fattura e ti aspetti di ricevere i soldi nel giro di qualche settimana. Così funziona all&#8217;estero. Da noi devi piegarti a dedicare una sempre crescente parte del tuo tempo a contattare il cliente per accertarti che il pagamento venga emesso. E se nei patti si è parlato di 60 giorni è proprio probabile che poi nei fatti divengano 90. Il tempo costa. E&#8217; un costo attendere un pagamento che serve per pagare i propri fornitori. E&#8217; un costo dedicare il proprio tempo ad elargire solleciti. Puoi essere il più grande esperto di applicazioni Facebook della Terra, il SEO più preparato, il designer più creativo, la startup più futuribile, lo sviluppatore più di qualità; ma non è detto che tu abbia il tempo, la voglia,<strong> lo stomaco</strong>, per stare appresso a chi ha usufruito di tuo servizio e tarda a pagarti. Quello che mi fa paura è che a questo punto del discorso mi viene da dire: &#8220;<strong>Eh ma è normale</strong>&#8220;. No. In Svizzera non è così. In Danimarca non è così. In Germania non è così. Non è così.</p>
<p>Attenzione non parlo di chi non paga. Questa categoria c&#8217;è in Italia come altrove. Parlo di un sistema che ci porta ad assuefarci a ricevere pagamenti a 60-90-120 giorni dalla consegna del servizio. Altrove non è così.</p>
<p>Ma noi andiamo avanti, siamo Italiani e quando il gioco si fa duro giochiamo. <strong>E non ci accorgiamo neanche più di quanto sia duro il gioco che ogni giorno affrontiamo</strong>. Se falliamo ci crolla tutto addosso ed è davvero dura rialzarci. Se ci riusciamo rimaniamo comunque indietro rispetto ai nostri colleghi all&#8217;estero.</p>
<p>La domanda ingenua è: &#8220;Chi ce lo fa fare?&#8221;. Le risposte sono personali, chiarissime, tutte sensate. Ma il Mondo là fuori va avanti, e noi siamo intrappolati qui.</p>
<hr />
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		<title>Why I have sold my Android smartphone</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/11/04/why-i-have-sold-my-android-smartphone/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dusclaimer: I am not an Apple lover, I have the iPad only bacause I think it is the best solution for what I need. I don&#8217;t have an iPhone and I don&#8217;t want it. Actually I&#8217;m using a new Windows Phone 7.5 phone and I&#8217;m starting loving it. I bought an HTC Sensation with latest [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Android problems" src="http://www.androidauthority.com/wp-content/uploads/2008/10/android_kill_switch.jpg" alt="" width="362" height="378" /></p>
<p><em>Dusclaimer: I am not an Apple lover, I have the iPad only bacause I think it is the best solution for what I need. I don&#8217;t have an iPhone and I don&#8217;t want it. Actually I&#8217;m using a new Windows Phone 7.5 phone and I&#8217;m starting loving it.</em></p>
<p>I bought an HTC Sensation with latest Android in June, because I was curious to try this operating system. But after a few days I understood: I don&#8217;t like it. And I&#8217;m going to explain how.</p>
<p><strong>Integration with Google Services:</strong> one of the reasons why I was courious to try an Android phone was due to the &#8220;<em>perfect integration between your phone and your Google account and Google services</em>&#8220;. Wrong. After 4 months I cannot find any &#8220;perfect integration&#8221;, only a basic one. All things that I could do with Google Services using my iPad, I can do also with my Android phone. This is obvious, nothing exciting. So,<strong> I haven&#8217;t found the perfect integration between Google service and the smartphone</strong>.</p>
<p><strong>Apps:</strong> on an Android phone <strong>you cannot shut down an app</strong>. Or, you can, but you have to go on: settings &#8211;&gt; apps &#8211;&gt; all the apps &#8211;&gt; find the app you want to close and kill it. Frustrating. There is not a quick action to close and Android App. Why? That&#8217;s incredible. Android is &#8220;a super-open operative system, any restriction, user have total control over it&#8221;. Yeah, but it doesn&#8217;t let you close a running application. Android experts says that: &#8220;Android takes care of shutting down the apps for you&#8221;. I don&#8217;t like this approach: <strong>I want to close apps by myself, and since I expressy close an app I want that this app remains opened</strong>. For me, this means &#8220;total control over my phone&#8221;. Marco, a friend of me, expained me that Android developers chose this kind of solution because in this way they can speed-up the system: Android keeps the app running. So, when you will re-open it, this operation is quikly completed (because in actually the app is running yet). I understand, but i simply don&#8217;t like. It seems that the core of Android is not well developed. This solution is not a solution: is a patch (a bad patch).</p>
<p><strong>Apps world:</strong> I&#8217;m going to explain a &#8220;totally-non-scientific issue&#8221;: keep reading in order to understand why I wrote &#8220;non-scientific&#8221;. Android Market has a lot of apps. But the quality of them is poor. Try to use the iPhone version of an App and then try the Android version. The feeling is very different. Crashes are more frequently. It seems like: company spent times and money making the iPhone version of the app, and has realized the porting to Android only because this thing has to be done.</p>
<p><strong>Android API</strong> (this issue is related to the precedent, I think this issue is one of the causes of the precedent probem): they are chaotic. Google changes names to API functions from an Android version to another. This makes developing frustrating and complex. I know, Android is a quitely &#8220;new&#8221; operating system, so he has to become mature. But this is frustrating too.</p>
<p>These are the main reasons why I don&#8217;t like Android and why I sold my HTC Sensation for 370€ today.</p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>Windows 8: the revolution (if you want)</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/09/15/windows-8-the-revolution-if-you-want/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 04:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[windows 8]]></category>

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		<description><![CDATA[Yesterday Microsoft presented its new OS, codename Windows 8. When I have been at the Microsoft&#8217;s general quarter I could feel the excitement due to Windows 8. A totally new way of thinking at PCs and applications, preserving the old one. An exciting challenge. The Consumer World asks for a new application interface, dynamic representation [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Yesterday Microsoft presented its new OS, codename <strong>Windows 8</strong>. When <strong><a title="Guido Arata Microsoft Redmond" href="http://www.delfinsblog.it/2011/06/20/lambiente-di-lavoro-e-linnovazione-made-in-microsoft/">I have been at the Microsoft&#8217;s general quarter</a></strong> I could feel the excitement due to Windows 8. A totally new way of thinking at PCs and applications, preserving the old one. An exciting challenge. <strong>The Consumer World asks for</strong> a new application interface, dynamic representation of data, and new devices. <strong>Meanwhile business and old users want</strong> to continue using the old PC paradigm. Microsoft&#8217;s challenge is the same: <strong>legacy</strong> issues. But today it is more stressed: we are not talking about a simple update of the OS kernel, we are talking about <strong>a complete re-think of the product</strong>. Keeping up with the legacy is not simple. But it is super-important.</p>
<p><a title="Giorgio Sardo" href="http://blogs.msdn.com/b/giorgio/"><strong>Giorgio Sardo</strong></a>, Microsoft Technical Evangelist, in front of a cocktail-margarita told me: this is a big change, <em><strong>“the same we had during the change from 16bit to 32bit</strong></em>”. That&#8217;s true. That&#8217;s exciting.</p>
<p>Why? <strong>Windows 8 brings to a PC the interface you use on a tablet or a smartphone</strong>. You can use one software (app) at a time. <strong>The app takes the whole screen</strong>. Just<strong> forget the window bar</strong>. But this is just one half of Windows 8, the &#8220;innovative half&#8221;. <strong>The other one is the canonical</strong>: with a click &#8211; the same click you use to open an app &#8211; you invoke the Desktop and the canonical Windows Explorer. Here you can find windows, the window bar, folders and whatever again. Here you could continue installing and using all the software you used to run on Windows 7. (parolina).</p>
<p>When I explained to my father about the new UI, he was scared: “And what about my desktop?” “Using only one app at a time is bad! They are crazy!” “Fuck!” (he uses PC for business, he develops business software). Then I showed him <strong><a title="Windows 8" href="http://www.delfinsblog.it/2011/06/20/lambiente-di-lavoro-e-linnovazione-made-in-microsoft/">this video</a></strong>, and at the minute 1.30 he found again the smile and said: very good, now it is good.</p>
<p>Then I heard about a new feature that wants to fight against Google Chrome Os: the possibility to save the OS and your data inside a pen driver. <strong>When you insert the pen driver into another PC, your OS will be loaded, populated with your data</strong>. So you always can be productive. Surely you can do something like this, using cloud services like Dropbox: from any pc you just log onto your account and find your data in the cloud. That&#8217;s good. But a lot of people (surely old power users) are scared of the cloud. So, what can they do for being productive from any pc? Windows 8 offers them a solution.</p>
<p><strong>The whole idea behind Windows 8 rocks</strong>, and it rocks because it leaves to the user the power to decide what pc paradigm he wants to use. Apple obliges his costumers to adopt its decisions (and in the last years, users liked so much the decisions). This is a different approach, I prefer the first one. Now it is a question of enacting: we have to see how Microsoft is going to realize everything. In the last times, Microsoft is demonstrating a good, if not excellent, vision, but still it has execution problems. Will this really be the right time?</p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>Loro sanno tutto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 00:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui in Italia tutti sanno tutto del sistema delle startup, del fund raising, delle best practices per  accaparrarsi buoni investimenti e del riconoscere quali sono i buoni investimenti, di come fare un team di successo e di cosa significa essere &#8220;startupper&#8221;. Eppure non ce n&#8217;è uno che ha un successo. Chi (rarissimo) lo raggiunge ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/bandiera-italiana.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4635" title="bandiera-italiana" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/bandiera-italiana.jpg" alt="" width="274" height="184" /></a></p>
<p>Qui in Italia tutti sanno tutto del sistema delle startup, del fund raising, delle best practices per  accaparrarsi buoni investimenti e del riconoscere quali sono i buoni investimenti, di come fare un team di successo e di cosa significa essere &#8220;startupper&#8221;. Eppure <strong>non ce n&#8217;è uno che ha un successo</strong>. Chi (rarissimo) lo raggiunge ha fatto a modo suo, agendo fuori dal coro. Non è che è sbagliato il sistema italiano e soprattutto  le convinzioni, <strong>i paletti, di chi lo fa e ci lavora</strong>? Nono loro sanno tutto. <strong>Si vede</strong> infatti.</p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>L&#8217;HTC Sensation non vale 600 euro</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/07/04/lhtc-sensation-non-vale-600-euro/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 17:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho acquistato l&#8217;HTC Sensation 3 settimane fa, consapevole che si trattasse dell&#8217;Android top di gamma dell&#8217;HTC. Il prezzo di 600 euro mi sembrava giustificato: dual core, fotocamera da 8Mpx con flash, ottima memoria, Android ultimissima versione. Insomma, vedevo tutti i presupposti per uno smartphone che funzionasse come l&#8217;iPhone, ma che non fosse Apple. (Ho già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/htc-sensation-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4631" title="htc-sensation-1" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/htc-sensation-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ho acquistato l&#8217;<strong><a title="htc sensation smartphone" href="http://www.htc.com/it/product/sensation/overview.html">HTC Sensation</a></strong> 3 settimane fa, consapevole che si trattasse dell&#8217;Android top di gamma dell&#8217;HTC. Il prezzo di 600 euro mi sembrava giustificato: dual core, fotocamera da 8Mpx con flash, ottima memoria, Android ultimissima versione. Insomma, vedevo tutti i presupposti per uno smartphone che funzionasse come l&#8217;iPhone, ma che non fosse Apple. (Ho già l&#8217;iPad, non mi andava di mettere tutta la mia esperienza mobile nelle mani di Apple, mi piaceva l&#8217;idea di stare su più fronti e quindi di avere un buon smartphone Android).</p>
<h1>HTC Sensation: i problemi della batteria</h1>
<p>Dopo neanche 1 giorno il primo dubbio: ma è davvero &#8220;dual-core&#8221;? I tempi di attesa ci sono (anche a cellulare appena acquistato): caricare la galleria immagini (non più di 20) impiega qualche secondo di attesa. Non me lo sarei aspettato da un dual core. Ma poco male, fosse solo questo mi leccherei le dita!</p>
<p>La <strong>batteria</strong>: è la cosa più snervante. Se usato come si addice ad uno smartphone da 600 euro (quindi con il client email in background, il 3G attivo, qualche navigazione web, risposta a sms, e GPS attivo)<strong> non dura più di 3 ore</strong>. Spengo il GPS? Arriva difficilmente a 5.</p>
<p>Quindi cosa devo fare? Ho provato a scaricare applicazioni che facciano da task manager per chiudere le applicazioni e mantenere soltanto quelle 2-3 che davvero mi serve che girino in background. Bene, <strong>non esiste un task manager decente</strong>. Tutti sembrano inventarsi la lista di applicazioni in esecuzione (alcune non le ho proprio mai aperte!), e non ci pensano nemmeno a killarle quando se selezioni.</p>
<p>Altra soluzione? La fastidiosissima prassi di attivare/disattivare il3G quando mi serve/non mi serve. Piuttosto fastidioso per un device pagato quel prezzo. Ma ancora più fastidioso è vedere che in questo modo <strong>al massimo la batteria arriva alle 6 ore</strong>.</p>
<h1>HTC Sensation: i problemi del modem</h1>
<p>Il modem sembra proprio essere di scarsa qualità. Navigare in 3G non è velocissimo, navigavo più velocemente dal Nokia E71. Inoltre oggi ero in treno, fermo in stazione ad aspettare che il treno ripartisse. Attivo il 3G, e provo a scaricare la mail. Nessuna risposta. Provo a navigare, nessuna risposta. Eppure l&#8217;icona del 3G mi dice che lo smartphone è connesso. Riprovo, niente&#8230;.il treno intanto parte&#8230;.riprovo niente&#8230;.il treno entra in galleria.</p>
<h1>HTC Sensation o Android?</h1>
<p>E&#8217; un peccato perchè il device è davvero bello come design, e le potenzialità c&#8217;erano tutte. Ma cade su aspetti davvero base, quelli che odio e che pertanto mi aspettavo di evitarmi acquistando un top di gamma.</p>
<p>Ora mi sto chiedendo se parte dei problemi siano dovuti ad Android in generale, o al device. Perchè può anche essere che questo Android sia un buon sistema operativo per smartphone di fascia bassa e media, ma che non sia in grado di offrire plus che giustifichino cifre sopra i 400 euro. Può essere.</p>
<p>Fatto sta che oggi come oggi, dovessi tornare indietro, preferirei spendere 1&#8217;000 euro per acquistare <strong>due</strong> iPhone 4 piuttosto che i 600 euro per <strong>un</strong> HTC Sensation.</p>
<hr />
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		<title>Google+: provando a guardare un po&#8217; più in là</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/07/02/google-provando-a-guardare-un-po-piu-in-la/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 07:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivato Google+, te ne sei mica accorto? Non pensavo di scrivere niente di che a riguardo se non dopo qualche settimana di utilizzo, ma dopo aver letto l&#8217;articolo di Scoble, condivisissimo in Rete seppure a mio avviso non particolarmente illuminante (per usare un eufemismo), ho pensato di dire la mia offrendo spunti un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/google-circles.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4628" title="google-circles" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/07/google-circles-300x200.jpg" alt="google+ vs facebook" width="300" height="200" /></a></div>
<div>È arrivato <strong><a href="http://plus.google.com">Google+</a></strong>, te ne sei mica accorto? <img src='http://www.delfinsblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  Non pensavo di scrivere niente di che a riguardo se non dopo qualche settimana di utilizzo, ma dopo aver letto l&#8217;<strong><a href="http://scobleizer.com/2011/07/01/why-yo-momma-wont-use-google-and-why-that-thrills-me-to-no-end/">articolo di Scoble</a></strong>, condivisissimo in Rete seppure a mio avviso non particolarmente illuminante (per usare un eufemismo), ho pensato di dire la mia offrendo spunti un po&#8217; oltre gli orizzonti disegnati da Scoble.</p>
<p>Scoble dice che <strong>Google+ è decisamente più impegnativo di Facebook da gestire</strong>, che l&#8217;idea dei Circles è bella ma richiede fatica all&#8217;utente per essere configurata. Niente di più vero, ma è un fattore intrinseco che si porta con se il concetto di &#8220;<strong>controllare la privacy dei propri contenuti</strong>&#8220;. Quindi non ci vedo niente di strano. Tra l&#8217;altro seppure sia &#8220;lungo&#8221; organizzare i propri Circles, Google ha reso l&#8217;esperienza piacevole, con un drag and drop fluido e poco impegnativo. Di più non si può fare. Vuoi controllare a chi mostrare i tuoi status e a chi mostrare le tue foto? Perdi 45 minuti ad organizzare i tuoi Circles. Farlo con Facebook è possibile (con dei limiti) ma non è piacevole come interazione; con Google+ lo si fa meglio ed in maniera più fluida.</p>
<p>Scoble dice che questa complessità sarà una forte barriera d&#8217;ingresso per Google+. Vero, ma teniamo conto che da qualche tempo <strong>gli utenti iniziavano a chiedere il tipo di controllo sull&#8217;accesso ai contenuti offerto da Google+</strong>. Un esempio fresco fresco: ho distribuito inviti a G+ in Università, e c&#8217;è stato davvero tanto entusiasmo: tutti lì a configurare i loro Circles, ripetendo: &#8220;<em><strong>Finalmente</strong></em>&#8220;. Quindi mi chiedo: Facebook ha mostrato la potenza dell&#8217;ingranaggio: lo ha mostrato al Mondo, alle aziende, agli utenti. Ma gli utenti ne hanno anche assaggiato i pericoli ed i problemi. <strong>Siamo sicuri che non siano disposti a spendere 45 minuti per avere un perfetto clone di Facebook che gli risolve il principale dei problemi che avevano con Facebook</strong>?</p>
<p>Andando oltre, è potentissima la nuova barra che Google ha messo sopra tutti i suoi servizi: praticamente<strong> tu stai sempre dentro a Google+</strong>. Non male, e questa mossa può ridare alla pagina dei risultati di ricerca quella dignità che stava perdendo. Ricordi quando avevo parlato dell&#8217;intenzione di Facebook di <strong><a title="facebook iframe" href="http://www.delfinsblog.it/2011/02/28/facebook-con-larma-piu-vecchia-del-web-tenta-la-rivoluzione-online/">inglobare il Web a suon di i-frame</a></strong>. Non ci è ancora riuscito, ha dormito sugli allori. Ora l&#8217;ha fatto Google. Vuoi vedere che Zuck ha <strong>perso il treno</strong>?</p>
<p>Per concludere: non ci sono ancora strumenti per le Aziende ed i Brand in Google+. Quelli serviranno come il pane. E sono curioso di vedere la loro gamma di offerte.</p>
</div>
<hr />
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		<title>Why Google has to be afraid of Facebook</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/06/21/why-google-has-to-be-afraid-of-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[During my stay in Redmond I had been the opportunity to discuss with others guys about Google and Facebook. I said that Google is still in power surely because of Android. A strong judgement, that I wanna explain. Google doubtless is powerful. And doubtless a lot of its last products have failed (Wave, Buzz, etc). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/02/facebook-google.jpg" alt="" width="389" height="160" /></p>
<p>During <strong><a href="http://www.delfinsblog.it/2011/06/20/lambiente-di-lavoro-e-linnovazione-made-in-microsoft/">my stay in Redmond</a></strong> I had been the opportunity to discuss with others guys about Google and Facebook. I said that Google is still in power surely because of Android. A strong judgement, that I wanna explain.</p>
<p>Google doubtless is powerful. And doubtless a lot of its last products have failed (Wave, Buzz, etc). But I think that these failtures will not bring Google to the chasm. In order to bring Google to the chasm has to be changed the attitude of web-users: using search engines. Because the revenues of Google are generated by advertising. And a big amount of these revenue are generated by in-search-ads. So: if people start not using Google to make search, Google will be bring to the chasm.</p>
<p>And my judgement (&#8220;<strong>Google is in a spot, Facebook could run down him</strong>&#8220;) in based on this vision. Why? Because Facebook has become <strong><a href="http://thenextweb.com/industry/2010/12/30/facebook-beat-google-as-the-most-visited-site-in-2010/">the most visited website</a></strong> in USA in 2010, taking away this leadership to Google. This is a first trend.</p>
<p>Then there is another trend: people spend a lot of times on Facebook. My sister explains me that exploring Dashboards of friends she discovers new songs and musical groups. Some friends say that they are up-to-date becoming fans of news-websites (like Repubblica, Il Fatto Quotidiano, etc). Others friends say that they spent hours looking at photos and videos published on Facebook (pay attention, because one year later they used to say <em>&#8220;on YouTube</em>&#8220;!).</p>
<p>Now the most important trend: <strong>Facebook started indexing the pages of your website</strong>, if you have integrated Facebook OpenGraph on your website. What it means? That if you have OpenGraph on your blog, and you write an article about &#8220;<em>Facebook and Google</em>&#8221; if I search &#8220;<em>Facebook Google</em>&#8221; using the Facebook Search, I&#8217;ll find your article. <strong>Not too distant from what Google is doing since 1999</strong>. Facebook has deprecated the FBML and now allow and suggest to create Facebook Application using iFrame technology. And there is a feature that is not reachable yet, but will be relased soon, which will allow webmasters <strong><a href="http://www.delfinsblog.it/2011/02/28/facebook-con-larma-piu-vecchia-del-web-tenta-la-rivoluzione-online/">to integrate their website inside Facebook</a></strong> with a one-click task. In this way, for exemple, DelfinsBlog will be <strong>indexed by Facebook Spider</strong>, and Facebook Users could reach and visit my website directly inside Facebook (<strong><a title="facebook iframe" href="http://www.delfinsblog.it/2011/02/28/facebook-con-larma-piu-vecchia-del-web-tenta-la-rivoluzione-online/">read this article</a></strong>, I have yet explained this). <strong>Not too distant from what Google is doing since 1999</strong>.</p>
<p>Imagine: now people spend a lot of time on Facebook, and tomorrow they could use Facebook to search in the Web. They could surf the web directly inside Facebook. In this way they are inside their world, looking at their Notifications, at their Messages, at their Friends.</p>
<p>This is why Google has to has to be afraid of Facebook.</p>
<hr />
<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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		<title>L&#8217;ambiente di lavoro e l&#8217;innovazione made in Microsoft</title>
		<link>http://www.delfinsblog.it/2011/06/20/lambiente-di-lavoro-e-linnovazione-made-in-microsoft/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.delfinsblog.it/?p=4620</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sono rientrato in Italia dopo una 4 giorni ospite di Microsoft a Redmond. L&#8217;iniziativa ha portato 5 italiani (eravamo io, Gioxx, Stefano, Alfredo, Felter accompagnati dal grande Lorenzo), 5 svedesi, 5 olandesi e 5 spagnoli nel quartier generale Microsoft, per dargli la possibilità di vedere Microsoft dall&#8217;interno, entrare a contatto con i suoi vertici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_0052.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4621" title="Microsoft Insight" src="http://www.delfinsblog.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_0052-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>Ieri sono rientrato in Italia dopo una 4 giorni <strong>ospite di Microsoft a Redmond</strong>. L&#8217;iniziativa ha portato 5 italiani (eravamo io, <strong><a href="http://gioxx.org/">Gioxx</a></strong>, <strong><a href="http://www.stefanomainardi.com/">Stefano</a></strong>, <strong><a href="http://www.rainbowbreeze.it/">Alfredo</a></strong>, <strong><a href="http://www.felter.it/">Felter</a></strong> accompagnati dal grande <strong><a href="http://www.geniodelmale.info/">Lorenzo</a></strong>), 5 svedesi, 5 olandesi e 5 spagnoli nel quartier generale Microsoft, per dargli la possibilità di vedere Microsoft dall&#8217;interno, entrare a contatto con i suoi vertici e confrontarsi con loro.</p>
<p>E&#8217; stato pazzesco muoversi a Redmond, una città fatta di palazzi Microsoft, dove lavorano <strong>40&#8217;000 dipendenti della stessa azienda</strong>. Ma non soltanto palazzi: campi da calcio, zone insonorizzate dove poter schiacciare un pisolino, negozi, bugers, ecc. Una città. La cosa davvero interessante è l&#8217;approccio alla vita lavorativa: Microsoft non impone orari fissi ai suoi dipendenti, è piuttosto flessibile. Nessuno vieta di intrattenersi sul campo di calcio, o di addormentarsi sulle sedie di una stanza insonorizzata (per quello che ne sappiamo ha lavorato tutta la notte!). L&#8217;importante è che alla scadere del periodo pattuito, la persona porti i risultati che si erano pattuiti. Insomma, il lavoratore viene responsabilizzato, gli viene lasciata libertà d&#8217;azione e di organizzazione del suo tempo. Non ho idea se nelle altre mega-aziende succeda lo stesso o no, ma lo trovo un&#8217;approccio alla vita lavorativa decisamente vincente, in quanto aiuta i dipendenti a sentire più &#8220;loro&#8221; l&#8217;azienda.</p>
<p>Venendo a ciò che ho visto, la cosa che più mi ha colpito è stata la &#8220;casa del Futuro&#8221;, ossia il locale dove <strong>Microsoft ci ha mostrato i prototipi del Microsoft Research</strong>. Lì fino a qualche anno fa mostravano <strong>Kinect</strong>, per intenderci. Oggi Microsoft prova ad andare oltre. Vedere dal vivo quello che viene mostrato in <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Ff7SzP4gfg&amp;feature=related">questo video</a></strong>, vale l&#8217;intero viaggio. Avevo già visto quel video, e non gli avevo dato peso. Ho visto tutte quelle cose (e di più) dal vivo, e peso glie ne do eccome. Un altro prodotto sulla base del quale creare innovazione è <strong><a href="http://photosynth.net/explore.aspx">Microsoft PhotoSynt</a></strong>: una tecnologia alla quale dai in pasto fotografie di un luogo (non omogenee, possono essere da angolazioni diverse, con risoluzioni diverse, ecc) in grado di restituirti il modello 3D del luogo.</p>
<p>Da tutto questo la mia idea iniziale di una Microsoft scarsamente volta all&#8217;innovazione, è cambiata. Da quello che ho potuto vedere, l&#8217;innovazione made-in-Microsoft è decisamente <strong>a lungo termine</strong>: tante tecnologie ed idee sviluppate per 5-6-10 anni, che poi si sintetizzano in un&#8217;unica vision del Futuro. Che si vuole costruire da zero. Non so se riesco a rendere l&#8217;idea, quello che voglio dire è: spesso si definisce innovazione qualcosa (prodotto, servizio, tecnologia) che si appoggia al presente per migliorarlo e costruire qualcosa di innovativo. Si tratta di un&#8217;innovazione rapida, snella, interessantissima. Nel <strong>caso di Microsoft invece è una tipologia di innovazione differente</strong>, decisamente più a lungo termine: tanti prodotti/servizi/tecnologie che<strong> un giorno messe assieme costruiranno un nuovo presente</strong>, davvero differente da quello attuale. Quindi l&#8217;obiettivo è aprire ad un mondo totalmente nuovo. Il Kinect viene definito un&#8217;innovazione. E&#8217; vero, lo è. Ma l&#8217;innovazione che ha in mente Microsoft è ben di più, e lì <strong>il Kinect è solo uno dei pezzi di questa innovazione</strong>. Questo è quello che ho potuto vedere in prima persona. Ovviamente posso essere stato gabbato, tutto quello che mi è stato mostrato può essere soltanto la solita manfrina messa su da un gigante cattivo che di innovativo invece non ha proprio niente, per abbindolarmi. Può essere, ne sono totalmente consapevole ed <strong>un giorno potrei essere preso in giro per esserci cascato</strong>. Ma mi piace credere che quello che ho visto sia davvero dove vuole arrivare Microsoft.</p>
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<p><small>&copy; Guido Arata for <a href="http://www.delfinsblog.it">DelfinsBlog (Guido Arata)</a>, 2011. |
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