Strategie Web, gestione di progetti, business
7 lug
Qui in Italia tutti sanno tutto del sistema delle startup, del fund raising, delle best practices per accaparrarsi buoni investimenti e del riconoscere quali sono i buoni investimenti, di come fare un team di successo e di cosa significa essere “startupper”. Eppure non ce n’è uno che ha un successo. Chi (rarissimo) lo raggiunge ha fatto a modo suo, agendo fuori dal coro. Non è che è sbagliato il sistema italiano e soprattutto le convinzioni, i paletti, di chi lo fa e ci lavora? Nono loro sanno tutto. Si vede infatti.
4 lug
Ho acquistato l’HTC Sensation 3 settimane fa, consapevole che si trattasse dell’Android top di gamma dell’HTC. Il prezzo di 600 euro mi sembrava giustificato: dual core, fotocamera da 8Mpx con flash, ottima memoria, Android ultimissima versione. Insomma, vedevo tutti i presupposti per uno smartphone che funzionasse come l’iPhone, ma che non fosse Apple. (Ho già l’iPad, non mi andava di mettere tutta la mia esperienza mobile nelle mani di Apple, mi piaceva l’idea di stare su più fronti e quindi di avere un buon smartphone Android).
Dopo neanche 1 giorno il primo dubbio: ma è davvero “dual-core”? I tempi di attesa ci sono (anche a cellulare appena acquistato): caricare la galleria immagini (non più di 20) impiega qualche secondo di attesa. Non me lo sarei aspettato da un dual core. Ma poco male, fosse solo questo mi leccherei le dita!
La batteria: è la cosa più snervante. Se usato come si addice ad uno smartphone da 600 euro (quindi con il client email in background, il 3G attivo, qualche navigazione web, risposta a sms, e GPS attivo) non dura più di 3 ore. Spengo il GPS? Arriva difficilmente a 5.
Quindi cosa devo fare? Ho provato a scaricare applicazioni che facciano da task manager per chiudere le applicazioni e mantenere soltanto quelle 2-3 che davvero mi serve che girino in background. Bene, non esiste un task manager decente. Tutti sembrano inventarsi la lista di applicazioni in esecuzione (alcune non le ho proprio mai aperte!), e non ci pensano nemmeno a killarle quando se selezioni.
Altra soluzione? La fastidiosissima prassi di attivare/disattivare il3G quando mi serve/non mi serve. Piuttosto fastidioso per un device pagato quel prezzo. Ma ancora più fastidioso è vedere che in questo modo al massimo la batteria arriva alle 6 ore.
Il modem sembra proprio essere di scarsa qualità. Navigare in 3G non è velocissimo, navigavo più velocemente dal Nokia E71. Inoltre oggi ero in treno, fermo in stazione ad aspettare che il treno ripartisse. Attivo il 3G, e provo a scaricare la mail. Nessuna risposta. Provo a navigare, nessuna risposta. Eppure l’icona del 3G mi dice che lo smartphone è connesso. Riprovo, niente….il treno intanto parte….riprovo niente….il treno entra in galleria.
E’ un peccato perchè il device è davvero bello come design, e le potenzialità c’erano tutte. Ma cade su aspetti davvero base, quelli che odio e che pertanto mi aspettavo di evitarmi acquistando un top di gamma.
Ora mi sto chiedendo se parte dei problemi siano dovuti ad Android in generale, o al device. Perchè può anche essere che questo Android sia un buon sistema operativo per smartphone di fascia bassa e media, ma che non sia in grado di offrire plus che giustifichino cifre sopra i 400 euro. Può essere.
Fatto sta che oggi come oggi, dovessi tornare indietro, preferirei spendere 1’000 euro per acquistare due iPhone 4 piuttosto che i 600 euro per un HTC Sensation.
2 lug
Scoble dice che Google+ è decisamente più impegnativo di Facebook da gestire, che l’idea dei Circles è bella ma richiede fatica all’utente per essere configurata. Niente di più vero, ma è un fattore intrinseco che si porta con se il concetto di “controllare la privacy dei propri contenuti“. Quindi non ci vedo niente di strano. Tra l’altro seppure sia “lungo” organizzare i propri Circles, Google ha reso l’esperienza piacevole, con un drag and drop fluido e poco impegnativo. Di più non si può fare. Vuoi controllare a chi mostrare i tuoi status e a chi mostrare le tue foto? Perdi 45 minuti ad organizzare i tuoi Circles. Farlo con Facebook è possibile (con dei limiti) ma non è piacevole come interazione; con Google+ lo si fa meglio ed in maniera più fluida.
Scoble dice che questa complessità sarà una forte barriera d’ingresso per Google+. Vero, ma teniamo conto che da qualche tempo gli utenti iniziavano a chiedere il tipo di controllo sull’accesso ai contenuti offerto da Google+. Un esempio fresco fresco: ho distribuito inviti a G+ in Università, e c’è stato davvero tanto entusiasmo: tutti lì a configurare i loro Circles, ripetendo: “Finalmente“. Quindi mi chiedo: Facebook ha mostrato la potenza dell’ingranaggio: lo ha mostrato al Mondo, alle aziende, agli utenti. Ma gli utenti ne hanno anche assaggiato i pericoli ed i problemi. Siamo sicuri che non siano disposti a spendere 45 minuti per avere un perfetto clone di Facebook che gli risolve il principale dei problemi che avevano con Facebook?
Andando oltre, è potentissima la nuova barra che Google ha messo sopra tutti i suoi servizi: praticamente tu stai sempre dentro a Google+. Non male, e questa mossa può ridare alla pagina dei risultati di ricerca quella dignità che stava perdendo. Ricordi quando avevo parlato dell’intenzione di Facebook di inglobare il Web a suon di i-frame. Non ci è ancora riuscito, ha dormito sugli allori. Ora l’ha fatto Google. Vuoi vedere che Zuck ha perso il treno?
Per concludere: non ci sono ancora strumenti per le Aziende ed i Brand in Google+. Quelli serviranno come il pane. E sono curioso di vedere la loro gamma di offerte.
21 giu

During my stay in Redmond I had been the opportunity to discuss with others guys about Google and Facebook. I said that Google is still in power surely because of Android. A strong judgement, that I wanna explain.
Google doubtless is powerful. And doubtless a lot of its last products have failed (Wave, Buzz, etc). But I think that these failtures will not bring Google to the chasm. In order to bring Google to the chasm has to be changed the attitude of web-users: using search engines. Because the revenues of Google are generated by advertising. And a big amount of these revenue are generated by in-search-ads. So: if people start not using Google to make search, Google will be bring to the chasm.
And my judgement (“Google is in a spot, Facebook could run down him“) in based on this vision. Why? Because Facebook has become the most visited website in USA in 2010, taking away this leadership to Google. This is a first trend.
Then there is another trend: people spend a lot of times on Facebook. My sister explains me that exploring Dashboards of friends she discovers new songs and musical groups. Some friends say that they are up-to-date becoming fans of news-websites (like Repubblica, Il Fatto Quotidiano, etc). Others friends say that they spent hours looking at photos and videos published on Facebook (pay attention, because one year later they used to say “on YouTube“!).
Now the most important trend: Facebook started indexing the pages of your website, if you have integrated Facebook OpenGraph on your website. What it means? That if you have OpenGraph on your blog, and you write an article about “Facebook and Google” if I search “Facebook Google” using the Facebook Search, I’ll find your article. Not too distant from what Google is doing since 1999. Facebook has deprecated the FBML and now allow and suggest to create Facebook Application using iFrame technology. And there is a feature that is not reachable yet, but will be relased soon, which will allow webmasters to integrate their website inside Facebook with a one-click task. In this way, for exemple, DelfinsBlog will be indexed by Facebook Spider, and Facebook Users could reach and visit my website directly inside Facebook (read this article, I have yet explained this). Not too distant from what Google is doing since 1999.
Imagine: now people spend a lot of time on Facebook, and tomorrow they could use Facebook to search in the Web. They could surf the web directly inside Facebook. In this way they are inside their world, looking at their Notifications, at their Messages, at their Friends.
This is why Google has to has to be afraid of Facebook.
20 giu
Ieri sono rientrato in Italia dopo una 4 giorni ospite di Microsoft a Redmond. L’iniziativa ha portato 5 italiani (eravamo io, Gioxx, Stefano, Alfredo, Felter accompagnati dal grande Lorenzo), 5 svedesi, 5 olandesi e 5 spagnoli nel quartier generale Microsoft, per dargli la possibilità di vedere Microsoft dall’interno, entrare a contatto con i suoi vertici e confrontarsi con loro.
E’ stato pazzesco muoversi a Redmond, una città fatta di palazzi Microsoft, dove lavorano 40’000 dipendenti della stessa azienda. Ma non soltanto palazzi: campi da calcio, zone insonorizzate dove poter schiacciare un pisolino, negozi, bugers, ecc. Una città. La cosa davvero interessante è l’approccio alla vita lavorativa: Microsoft non impone orari fissi ai suoi dipendenti, è piuttosto flessibile. Nessuno vieta di intrattenersi sul campo di calcio, o di addormentarsi sulle sedie di una stanza insonorizzata (per quello che ne sappiamo ha lavorato tutta la notte!). L’importante è che alla scadere del periodo pattuito, la persona porti i risultati che si erano pattuiti. Insomma, il lavoratore viene responsabilizzato, gli viene lasciata libertà d’azione e di organizzazione del suo tempo. Non ho idea se nelle altre mega-aziende succeda lo stesso o no, ma lo trovo un’approccio alla vita lavorativa decisamente vincente, in quanto aiuta i dipendenti a sentire più “loro” l’azienda.
Venendo a ciò che ho visto, la cosa che più mi ha colpito è stata la “casa del Futuro”, ossia il locale dove Microsoft ci ha mostrato i prototipi del Microsoft Research. Lì fino a qualche anno fa mostravano Kinect, per intenderci. Oggi Microsoft prova ad andare oltre. Vedere dal vivo quello che viene mostrato in questo video, vale l’intero viaggio. Avevo già visto quel video, e non gli avevo dato peso. Ho visto tutte quelle cose (e di più) dal vivo, e peso glie ne do eccome. Un altro prodotto sulla base del quale creare innovazione è Microsoft PhotoSynt: una tecnologia alla quale dai in pasto fotografie di un luogo (non omogenee, possono essere da angolazioni diverse, con risoluzioni diverse, ecc) in grado di restituirti il modello 3D del luogo.
Da tutto questo la mia idea iniziale di una Microsoft scarsamente volta all’innovazione, è cambiata. Da quello che ho potuto vedere, l’innovazione made-in-Microsoft è decisamente a lungo termine: tante tecnologie ed idee sviluppate per 5-6-10 anni, che poi si sintetizzano in un’unica vision del Futuro. Che si vuole costruire da zero. Non so se riesco a rendere l’idea, quello che voglio dire è: spesso si definisce innovazione qualcosa (prodotto, servizio, tecnologia) che si appoggia al presente per migliorarlo e costruire qualcosa di innovativo. Si tratta di un’innovazione rapida, snella, interessantissima. Nel caso di Microsoft invece è una tipologia di innovazione differente, decisamente più a lungo termine: tanti prodotti/servizi/tecnologie che un giorno messe assieme costruiranno un nuovo presente, davvero differente da quello attuale. Quindi l’obiettivo è aprire ad un mondo totalmente nuovo. Il Kinect viene definito un’innovazione. E’ vero, lo è. Ma l’innovazione che ha in mente Microsoft è ben di più, e lì il Kinect è solo uno dei pezzi di questa innovazione. Questo è quello che ho potuto vedere in prima persona. Ovviamente posso essere stato gabbato, tutto quello che mi è stato mostrato può essere soltanto la solita manfrina messa su da un gigante cattivo che di innovativo invece non ha proprio niente, per abbindolarmi. Può essere, ne sono totalmente consapevole ed un giorno potrei essere preso in giro per esserci cascato. Ma mi piace credere che quello che ho visto sia davvero dove vuole arrivare Microsoft.