DelfinsBlog (Guido Arata)

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Il blog non è morto

Di recente più di un amico mi ha rivolto la domanda: ma è vero che il blog è morto, o quantomeno è in disuso?

Secondo me il blog non è morto, secondo me è stato uno strumento in prima battuta osannato fino allo sfinimento, per il quale si sono avanzati impieghi azzardati che il tempo ha poi smentito. Ma questo non significa che lo strumento blog sia in fallito.

Inoltre, chi proclama la morte del blog è colui che oggi comunica sui social media a suon di short-status nei quali concentra opinioni e link. Ovvero buona parte degli opinion leader italiani. Questo perché aggiornare il proprio status è sempre possibile e soprattutto perché richiede un impiego di tempo infinitamente minore. Ed oggi gli opinion leader sono a tutti gli effetti “sommersi” di cose da fare, in quanto hanno i loro lavori, hanno gli incarichi che hanno raggiunto grazie alla loro popolarità e competenza (ormai riconosciuta), e hanno il loro ruolo di opinion leader da portare avanti. Gli manca il tempo, ed è quindi naturale che si orientino maggiormente verso uno strumento immediato e potente quale quello degli status, del micro-blogging. Ma attenzione, se il blog non è più lo strumento privilegiato di questa (ristrettissima) categoria di utenti, non significa che sia uno strumento in disuso.

Da ieri i blog hostati su WordPress.org supportano pienamente l’esperienza mobile. E’ stato infatti integrato di default il tema WP Touch, che si attiva qualora il visitatore navighi da iPhone, Android o altri dispositivi mobili d’ultima generazione.

Il risultato è un’esperienza di navigazione perfettamente ottimizzata e pulita, in grado di rispondere alle critiche avanzate negli ultimi mesi dagli utenti, scontenti da come i loro blog gestivano l’approccio al mobile.

BlogFest09

Per il secondo anno consecutivo c’è stata la BlogFest. Quest’anno il tempo ha graziato i blogger, e ne ha addirittura abbronzato qualcuno. A eccezione di Venerdì l’affluenza è stata pure piuttosto elevata, anche se minore delle (mie) aspettative.

Diciamo che non è saltato fuori nulla di particolarmente interessante dagli speech dei numerosi barcamp in onda per le piazze di Riva del Garda, se non qualcosa dal ToDoCamp.

Del discorso di Franco Bernabè – numero 1 di Telecom – è invece interessante la soffiata che Telecom ha in preparazione un nuovo portale in grado di aggregare le conversazioni in Rete, organizzandole in maniera intelligente.

Per il resto, tanta conversazione, tanti sorrisi, si è stati bene. Contenuti ancora una volta pochi, a riprova che il format dei barcamp che è arrivato in Italia non è particolarmente adatto ai contenuti di qualità. Approfondirò l’argomento in un altro articolo, qui non è il caso.

Un evento al quale ritornerei, anche soltanto per la bellezza del luogo che ci ha ospitati.

Autore: Guido Arata

Nel precedente articolo ho parlato di come i programmi Pay-Per-Click stiano cambiando le carte in tavola ai publisher, adesso continuo questo discorso, focalizzandomi su come questo cambiamento impatti pure sulle dinamiche dell’informazione in Rete.

Mentre i portali ed i blog di grandi dimensioni possono ancora vivere su modelli di revenue incentrati sui vari programmi di Pay-Per-Click, grazie ai loro altissimi numeri (sebbene se io fossi in loro non mi sentirei mai troppo tranquillo), il blog medio, non ha scampo.

E’ inutile nasconderci, più della metà dei guadagni portati dai programmi di Pay-Per-Click sono dati da visitatori che per sbaglio clickano sul banner, scambiandolo per altro. Per questo più la mole di visitatori diminuisce, più è difficile che questo si verifichi. Ma c’è dell’altro: se ci si rivolge ad un pubblico di una qualità medio-alta, sebbene le impressions siano in numero elevate, la percentuale delle possibilità che un visitatore clicki per sbaglio su di una pubblicità vengono drasticamente ridotte. E allora? Se gli utenti non clickano, e le aziende non ascoltano le proposte di sponsorizzazione avanzategli dai publisher, come possono sopravvivere questi portali? (continua…)

Autore: Guido Arata

Mai come negli ultimi mesi è difficile trovare uno sponsor per un blog, un’inserzionista, un’azienda interessata a farsi pubblicità ai lati di un post. Attenzione, non stò parlando di piccole aziende e gruppi (o di singoli) che ancora hanno interesse ad intraprendere campagne di diffusione del loro brand “alla vecchia maniera”.

Il motivo più banale e scontato di questo è: c’è la crisi. Vero, ma ciò non toglie che le società e le aziende continuino (o inizino) ad investire in Rete. Il problema è che oggi tra l’inserzionista e l’azienda si pongono appositi gruppi (Sprintrade, Clickpoint, eDintorni, Oxado, e tanti tanti troppi altri) che in questa maniera, di fatto, prendono in mano il mercato: stringono contatti con le aziende, fissano con loro un prezzo e poi stringono contatto con gli inserzionisti, e fissano pure con loro un prezzo.

Letta e riletta la frase precedente non può che mettere in luce l’unilateralità della cosa. Il blogger (o più in generale il publisher) non ha idea di quanto ClickPoint, Sprintrade & Co abbiano guadagnato dal patto con Audi, Telecom, Microsoft, a loro non è dato sapere queste informazioni; conoscono solamente i centesimi che possono guadagnare nel momento in cui un loro lettore clicka sul banner che hanno posto sul blog. (continua…)

Guido Arata

Guido Arata collabora con Jack (mensile edito Gruner+Jahr/Mondadori), Il Sole24Ore, Telecom Italia. Esperto di comunicazione web cura il blog Tweetblog per Blogosfere, e gestisce il canale Blog del portale JackTech. L'esperienza maturata sul campo lo porta ad essere startupper e web project manager


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