123People

Luca ha lanciato anche in Italia l’ottimo servizio 123People. Ne ho parlato giovedì su Nova24:

La rete non è più terra dell’anonimato. Facebook ha insegnato a muoversi  senza celarsi dietro ad un nickname, e con esso tutti gli altri social network la cui efficacia si basa proprio sulla necessità che gli utenti forniscano informazioni veritiere su se stessi. Consideriamo quelli legati al business, con capostipiti LinkedIn e Xing: i professionisti vi si iscrivono, segnalano le loro competenze, studi ed esperienze per poi entrare in contatto diretto con gli iscritti appartenenti allo stesso settore lavorativo, che possono trasformarsi in potenziali datori di lavoro o dipendenti.

Ancora precedente all’affermarsi dei social network è l’esplosione degli user-generated content, tramite i quali ognuno può dire la sua e raggiungere un pubblico potenzialmente vasto. La loro diffusione ha dato vita ad un meccanismo – inviso a molti – secondo il quale chiunque può chiamare in causa chiunque, per elogiarlo, criticarlo o semplicemente citarlo. Sono incontrollabili, nel bene e nel male.

Pensiamo poi ai mega-archivi fruibili online ricchi di dati personali e liberamente consultabili: elenchi telefonici, indirizzi, curriculum, Wikipedia.

Insomma, di una singola persona possiamo trovare traccia su Facebook, tra le pagine di uno o più blog, su Twitter, su LinkedIn, per non dimenticare poi YouTube e Flickr. E questo accade tanto se è il diretto interessato a far parlare di se, quanto se  chiamato in causa da altri.

Il mondo si è accorto di tutto ciò, come dimostrano i dati di una recente indagine di Techcrunch secondo la quale il 30% delle ricerche effettuate su Google hanno l’obiettivo di trovare informazioni riguardanti un individuo.

Ma in rete il pacchetto di informazioni personali riguardanti ciascuno di noi è enorme, e va pertanto ricostruito, elaborato e filtrato. Soltanto allora il risultato finale presenta un altissimo grado di interesse.

Per questo sono in ascesa i servizi che permettono di aggregare informazioni riguardanti un nominativo. L’ultimo arrivato è 123people (www.123people.it), che dopo una più che positiva esperienza in lingua inglese – i dati ufficiali parlano di 15milioni di utenti ogni mese – sbarca in Italia. Il motore che ne rappresenta il cervello scandaglia in tempo reale la rete e restituire una grande mole di informazioni riguardanti la persona richiesta, presentandola all’utente in maniera intelligente.

Accanto a questa potente tecnologia come motore di ricerca internazionale, 123people dispone di numerosi partner strategici locali, la cui importanza viene spiegata da Luca Sartoni, Country Manger di 123people: “Per ogni Paese vengono presi accordi con fonti dati locali, il che rappresenta un importante punto di forza del servizio, perchè permette un netto allargamento delle fonti, mirato ad ogni Paese, da cui 123people trae i suoi risultati”.

Tutto questo ne fa il leader del settore, impiegato frequentemente anche in ambito aziendale.

Pensiamo alle imprese che aprono a colloqui con potenziali collaboratori: per l’addetto alla scelta del personale è importantissimo conoscere eventuali retroscena legato alla persona che ha di fronte.

Ma è anche un importante strumento per il singolo, che ha la possibilità di controllare in tempo reale cosa di lui si dice in rete, anche con possibili sorprese.

Speciale: Intervista al Ragazzo che ha Violato Twitter – Nova24

Autore: Guido Arata

Originalemente pubblicato su Nova24 - Numero 156 – Giovedì 15 Gennaio 2009 – pagina 11

Impunità vera o presunta. Abilità nello sfruttare tecniche assodate. Il gusto di superare ogni barriera, di arrivare dove altri non si sono mai avvicinati. La totale assenza di una qualsiasi spinta ideologica.

 Si può riassumere così il profilo di GMZ, diciottenne recentemente divenuto famoso per aver hackerato (cioè violato, in termini tecnici) il noto servizio di “micro blogging” Twitter ed aver conquistato di conseguenza l’accesso non autorizzato ad account di celebri personaggi quali il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama (che ne ha fatto strumento di comunicazione con gli elettori) e la cantante pop Britney Spears. Del ragazzo non vi possiamo rivelare il nome, ma dopo averlo incontrato siamo in grado di svelarvene personalità, convinzioni e motivazioni.

 “Ho deciso di provare ad hackerare Twitter – spiega GMZ – non perché mi interessasse avere accesso alle pagine dei suoi utenti, ma piuttosto perché avevo scoperto che alcuni di questi possedevano anche account su YouTube, che erano i miei reali obbiettivi.” Il suo interesse era dunque rivolto ad una piattaforma differente da Twitter, e la decisione di attaccare quest’ultimo è scaturita dalla consapevolezza che troppo spesso gli utenti tendono ad utilizzare la stessa password su più servizi; con buone probabilità, quindi, la password usata sul celebre servizio di micro-blogging sarebbe stata la stessa di quella impiegata su YouTube. Continue reading

Intervista al Ragazzo che ha Violato Twitter (Nova24)

Autore: Guido Arata

Impunità vera o presunta. Abilità nello sfruttare tecniche assodate. Il gusto di superare ogni barriera, di arrivare dove altri non si sono mai avvicinati. La totale assenza di una qualsiasi spinta ideologica. Si può riassumere così il profilo di GMZ, 18enne recentemente divenuto famoso per aver violato il il noto servizio di “micro-blogging” Twitter ed aver [..]

Questa l’apertura del mio pezzo, pubblicato oggi su Nova24. Se passate in edicola e siete curiosi di scoprire la personalità di questo giovane informatico da giorni sulla bocca di tutti vi consiglio di darci una letta!