DelfinsBlog (Guido Arata)

Strategie Web, gestione di progetti, business

Autore: Rammit

Forse non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno, eppure il pensiero genera un forte fastidio ed inquietudine: i cybercriminali hanno ormai imbastito un vero e proprio mercatino uderground dei crimini informatici, con tanto di prezziario che oscilla come in una specie di borsa mercati. Ad esempio oggi come oggi potete comprare un programma per registrare l’attività di una tastiera (detto tecnicamente keylogger) per 18 euro, mentre un piccolo network di computer dirottati all’insaputa dei loro proprietari (il classico botnet) ne costa 180. (continua…)

Un Worm che sfrutta BitTorrent

I pericolosi creatori di malware hanno pensato di sfruttare BitTorrent, una delle tecnologie P2P più utilizzate al momento, per uno spam-truffa molto pericoloso. Arriva nella casella di posta  una email inviata da MediaDefender (con tanto di logo per rendere il tutto più credibile) allertando il destinatario che la sua navigazione è stata seguita: gli allegati dell’email sono dei log della navigazione dell’utente che dovrebbero dimostrare il tutto, ma è in realtà un worm, di nome A Mytob.

La bufala è palese e MediaDefender non ha nulla a che fare con le attività antipirateria di cui si parla. Nell’email addirittura si arriva a sostenere che MediaDefender dispone i dati delle ricerche degli utenti sui vari siti elencati, la qual cosa è praticamente impossibile. 

Questo è il testo originale dell’email:

 

Dear User!
Your recent internet activity was logged on the following sites:
 

  • Btjunkie
  • SumoTorrent
  • isoHunt
  • Btscene
  • Mininova
  • Fenopy
  • Monova
  • Yotoshi
  • GetInvites
  • Btmon

We have attached a report about the copyrighted movies, music, softwares you
downloaded or searched on these webpages. We strongly advise you to stop any
future activities regarding the downloading of illegal content or you can
expect prosecution by 17 U.S.C. §§ 512, 1201?1205, 1301?1332; 28 U.S.C. §
4001 laws.

Sincerely,

MediaDefender Inc.

Scritto da Pecciola

Multa a Tiscali

Multa salata quella affibiata a Tiscali. Al famoso provider è stata comminata una sanzione pecuniaria di 40.000 euro per aver pubblicato riproduzioni di opere d’arte sul proprio portale senza aver regolarmente pagato i diritti d’autore. Gongola la SIAE, che esprime tutta la sua soddisfazione in un comunictao stampa che inizia così : "Decisiva sentenza di condanna contro la pirateria digitale delle opere d’arte". Appare solenne in tutte le frasi che lo compongono il comunicato stampa della Siae che registra l’ennesima vittoria del diritto d’autore.

 

Il provider è stato giudicato colpevole dal Tribunale di Roma per "aver diffuso nel proprio sito Tiscali-Arte immagini di opere tutelate dalla legge sul diritto d’autore, senza richiedere l’autorizzazione né corrispondere i diritti d’autore". Se, infatti, cercate quella particolare sezione del portale Tiscali, noterete come non esiste più da qualche tempo.

Inoltre Tiscali non può nemmeno invocare il diritto di cronaca: le opere d’arte pubblicate sul sito "erano conservate nel sito per più giorni ed erano consultabili dopo anni, con possiblità di essere riprodotte … con vero e proprio scopo di lucro, come dimostra l’inserzione di annunci pubblicitari nelle varie pagine". Gli artisti ‘colpiti’ sono poco meno di 200 con nomi che vanno da Chagall e Magritte a Picasso, da Morandi a Guttuso. Tutti sarebbero pronti a festeggiare il successo edlla SIAE a tutela dei loro diritti…se non fossero morti da tempo!

Scritto da Pecciola

Può darsi che realmente il Governo Italiano, i quali componenti durante la campagna elettorale avevano dato sfoggio di così grandi qualità cybernetiche e da internauti (blog, Twitter, profili su Facebook,…), credesse che per fermare la pirateria su internet bastasse porre un blocco alle connessioni rivolte al alcuni siti web "del settore". Sembrerebbe di sì, dal momento che con un’ ordinanza ha imposto ad alcuni tra i principali ISP italiani di rendere irraggiungibile il portale più illustre del mondo dei Torrent, ThePirateBay. Ed è stato ingenuo, non una, ma due volte: ha dato prova di incapacità a livello tecnico, perchè un provvedimento del genere è (ed è stato) facilmente aggirabile, e si è attirato contro un nemico che da anni viene attaccato su più fronti, con più armi, e che è sempre uscito vittorioso, divenendo l’ emblema della lotta per la libera condivisione.

Ed i gestori di ThePirateBay sono già passati al contrattacco, con quei comunicati "dico-non dico" a cui hanno abituato major e governi:

“Siamo abituati ad affrontare nazioni fasciste che non permettono la libertà di parola. Numerosi piccoli paesi governati da dittatori hanno deciso di bloccare il nostro sito visto che poteva aiutare nella diffusione di informazioni che potevano nuocere al loro regime”.

"We don’t want a censored internet! And the war starts here…"

Aggiungerei un terzo motivo che delinea l’ ingenuità delle autorità italiane: community come ThePirateBay non aspettano altro che giochi di forza anti-liberali come questi per tornare a galla e presentarsi come garanti di libertà e diritti contro una società malata e dominata dal volere di pochi; azioni del genere non fanno che fomentare i loro manifesti, che assumono sempre più concretezza.

Come molti altri blogger hanno fatto, colgo pure io l’ occasione per ricordarvi dell’ esistenza di OpenDNS, servizio di risoluzione URL che va a sostituirsi a quello canonicamente offerto dai propri ISP; I vantaggi? E’ indipendente dai governi e quindi immune alle ordinanze, il che lo rende diciamo incensurabile, è immune al grave bug emerso il mese scorso, spesso si accorge che l’ indirizzo che vogliamo visitare non è inesistente ma che semplicemente abbiamo distrattamente sbagliato a digitare un carattere e lo corregge in automatico. Insomma, non si tratta di un servizio sovversivo, bensì utile nell’ effettivo; ed il fatto che il tempo di attesa per la risoluzione dell’ host associato ad un URL aumenti di mezzo secondo è un trauma facilmente superabile. Vedremo adesso se il trauma maggiore colpirà il Governo Italiano o ThePirateBay: lo scontro è iniziato, per una volta l’ Italia è protagonista…è un passo avanti, ma la prossima volta è meglio rivedere posizioni e modalità.

(Immagine by ZioGeek)

Guido Arata

Guido Arata collabora con Jack (mensile edito Gruner+Jahr/Mondadori), Il Sole24Ore, Telecom Italia. Esperto di comunicazione web cura il blog Tweetblog per Blogosfere, e gestisce il canale Blog del portale JackTech. L'esperienza maturata sul campo lo porta ad essere startupper e web project manager


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