Strategie Web, gestione di progetti, business
26 set
Google ha lanciato da poche ore un nuovo prodotto, SideWiki. Si tratta di una piccola estensione della Google Toolbar, che permetterà a chiunque di scrivere commenti a riguardo della pagina web che si sta visitando. Questi verranno letti da tutti coloro che si recheranno in futuro sulla stessa pagina (e che avranno SideWiki attivo, of course).
Uno strumento fortemente social? Certo, social, utile, piccolo e poco invadente. Ma.
Ma commentare una pagina web con SideWiki vuol dire consegnare a Google ed ai suoi archivi il nostro commento. Fino ad ora – se la pagina lo permette – noi commentiamo e il nostro contributo finisce nei database del proprietario della pagina. Con SideWiki non è più così, e quindi Google arriva a papparsi tutti i nostri commenti, che almeno da un punto di vista etico dovrebbero appartenere al proprietario della pagina (o al massimo a noi autori).
Ma chiaramente, per quanto riguarda certe pagine, i commenti saranno molti, moltissimi. E Google fa sapere che SideWiki li organizzerà in base ad un nuovo algoritmo grazie al quale riuscirà a mettere in risalto i migliori. Questo significa che nasceranno linee guida del tipo “come fare apparire in cima il proprio commento su SideWiki”, ed i commenti più furbi potrebbero sovrastare quelli dell’utente poco scafato in Rete ma il cui contributo sarebbe stato importante.
Ed il brutto è che avrà presa sull’utenza, perchè se per commentare un post di un blog bisogna inserire i canonici campi Nome, Cognome, Sito Web, ecc, per farlo con SideWiki basta scrivere il nostro commento, i dati se li ricorda lui. E’ poco, esistono plugin per Firefox che già lo fanno, ma non so se basterà questo a limitarne la diffusione.
13 set
Luca ha lanciato anche in Italia l’ottimo servizio 123People. Ne ho parlato giovedì su Nova24:
La rete non è più terra dell’anonimato. Facebook ha insegnato a muoversi senza celarsi dietro ad un nickname, e con esso tutti gli altri social network la cui efficacia si basa proprio sulla necessità che gli utenti forniscano informazioni veritiere su se stessi. Consideriamo quelli legati al business, con capostipiti LinkedIn e Xing: i professionisti vi si iscrivono, segnalano le loro competenze, studi ed esperienze per poi entrare in contatto diretto con gli iscritti appartenenti allo stesso settore lavorativo, che possono trasformarsi in potenziali datori di lavoro o dipendenti.
Ancora precedente all’affermarsi dei social network è l’esplosione degli user-generated content, tramite i quali ognuno può dire la sua e raggiungere un pubblico potenzialmente vasto. La loro diffusione ha dato vita ad un meccanismo – inviso a molti – secondo il quale chiunque può chiamare in causa chiunque, per elogiarlo, criticarlo o semplicemente citarlo. Sono incontrollabili, nel bene e nel male.
Pensiamo poi ai mega-archivi fruibili online ricchi di dati personali e liberamente consultabili: elenchi telefonici, indirizzi, curriculum, Wikipedia.
Insomma, di una singola persona possiamo trovare traccia su Facebook, tra le pagine di uno o più blog, su Twitter, su LinkedIn, per non dimenticare poi YouTube e Flickr. E questo accade tanto se è il diretto interessato a far parlare di se, quanto se chiamato in causa da altri.
Il mondo si è accorto di tutto ciò, come dimostrano i dati di una recente indagine di Techcrunch secondo la quale il 30% delle ricerche effettuate su Google hanno l’obiettivo di trovare informazioni riguardanti un individuo.
Ma in rete il pacchetto di informazioni personali riguardanti ciascuno di noi è enorme, e va pertanto ricostruito, elaborato e filtrato. Soltanto allora il risultato finale presenta un altissimo grado di interesse.
Per questo sono in ascesa i servizi che permettono di aggregare informazioni riguardanti un nominativo. L’ultimo arrivato è 123people (www.123people.it), che dopo una più che positiva esperienza in lingua inglese – i dati ufficiali parlano di 15milioni di utenti ogni mese – sbarca in Italia. Il motore che ne rappresenta il cervello scandaglia in tempo reale la rete e restituire una grande mole di informazioni riguardanti la persona richiesta, presentandola all’utente in maniera intelligente.
Accanto a questa potente tecnologia come motore di ricerca internazionale, 123people dispone di numerosi partner strategici locali, la cui importanza viene spiegata da Luca Sartoni, Country Manger di 123people: “Per ogni Paese vengono presi accordi con fonti dati locali, il che rappresenta un importante punto di forza del servizio, perchè permette un netto allargamento delle fonti, mirato ad ogni Paese, da cui 123people trae i suoi risultati”.
Tutto questo ne fa il leader del settore, impiegato frequentemente anche in ambito aziendale.
Pensiamo alle imprese che aprono a colloqui con potenziali collaboratori: per l’addetto alla scelta del personale è importantissimo conoscere eventuali retroscena legato alla persona che ha di fronte.
Ma è anche un importante strumento per il singolo, che ha la possibilità di controllare in tempo reale cosa di lui si dice in rete, anche con possibili sorprese.
16 gen
Autore: 4nT0
La famigerata crisi arriva dovunque. Persino nelle aziende di maggior successo, quali Google, gli effetti della stagnazione economica si fanno sentire. L’azienda di Mountain View ha infatti diminuito le assunzioni, chiuso alcuni suoi uffici e, per la prima volta in assoluto, ha effettuato i primi licenziamenti.
Se da un lato i tagli al personale non si fanno sentire direttamente sugli utenti, i tagli ai servizi sono gli effetti più visibili agli internauti. Web application come Google Video, Google Catalog, Jaiku, Google Notebook, Dodgeball, Mashup Editor, Knol, sono stati o saranno presto ridimensionati da “BigG”, se non chiusi nei casi più gravi.
2 dic
Autore: Guido Arata
In Rete esistono diversi portali legati alla musica, grazie ai quali è possibile ascoltare un largo catalogo musicale in streaming e, in alcuni casi, di scaricare le canzoni. Alcuni esempi sono Spool.fm, iASK, SeeqPod, Last.fm, di cui abbiamo largamente parlato in un precedente articolo. Essendo però in gran numero, il risultato è piuttosto dispersivo. Ed allora ci viene in soccorso un nuovo software, Songbeat, in grado di reperire brani da tutti i principali servizi musicali della Rete. (continua…)
26 nov
Ogni giorno in Rete nascono nuovi social network riguardanti le più disparate nicchie, e tra questi oggi andiamo a parlare di FileRide. Si tratta infatti di una novità nel settore, dal momento che pone l’accento sui contenuti presenti sui PC: il motore del servizio è in grado di rilevare, per ciascun file presente sul pc di un iscritto, una lista degli utenti che pure lo possiedono. E’ inoltre possibile avviare una discussione per ciascun file o aggiungervi delle note che ciascun iscritto può leggere.
La novità di fondo stà quindi nel fatto di non basarsi su relazioni già esistenti bensì sulla comunanza di interessi; è possibile venire a contatto con chi come noi possiede un determinato album musicale, o un determinato software, e questo ci permette di avviare discussioni con terzi che sicuramente hanno avuto esperienza di ciò di cui si parla. (continua…)