Strategie Web, gestione di progetti, business
30 apr
Ieri in Rete si è tornati a parlare dei numeri di Twitter, questa volta in maniera negativa: il 60% dei registrati avrebbe smesso di utilizzarlo nel giro di un mese.
L’indagine è stata svolta da Nielsen, ed ha presentato un po’ un secondo volto del Twitter osannato i giorni scorsi per la crescita annua del 1382%. Ma andiamo più a fondo.
I dati dai quali Nielsen ha tratto le suddette conclusioni riguardano le statistiche sugli accessi alla pagina web Twitter.com, e non gli updates. Quindi dall’indagine si evince che il 60% degli iscritti a Twitter smette ben presto di accedere alla sua home page. Ma questo non significa che smetta di utilizzarlo, dal momento che esistono decine di applicazioni desktop/mobile e plugin che permettono di aggiornare il proprio stato. Anzi, direi quasi che il fulcro di Twitter stia proprio in queste soluzioni software: la sua homepage non presenta alcun elemento multimediale (a differenza di Facebook e MySpace) e risulta pergiunta di poco interesse per gli utenti (per non contare poi la scomodità di accedere ad un URL per ogni twitt). Molto meglio utilizzare un plugin per Firefox che ci avvisa più o meno in tempo reale delle novità nella timeline. Allo stesso modo, anche da cellulare, è molto più comodo twittare da un’apposita applicazione piuttosto che dovere ogni volta avviare il mini-desktop e recarsi sulla sua homepage. Una recente indagine conferma tale tesi, riportando che solamente il 30% della totalità degli updates avviene dal sito.
Insomma, associare a dati relativi agli accessi al sito di Twitter l’idea di infedeltà degli utenti, di servizio usa-e-getta, mi pare quantomeno avventato.
21 mar
Oggi vi presento l’ultimo arrivato nel campo delle statistiche dei blog. Si tratta di Koego, un nuovo servizio che coniuga l’ormai poco interessante “classifica dei blog italiani” (basata sui backlinks) con le loro statistiche.
Koego è principalmente un servizio di analisi del traffico di un blog: è in grado di tracciare i percorsi di visita effettuati dai visitatori, il loro tempo di permanenza, la loro provenienza e tutto ciò di cui c’è da sapere a riguardo. Tra le funzionalità più interessanti, oltre a quelle sopra presentate, troviamo la classifica dei post più visitati del giorno/mese/anno, con la possibilità di filtrare quelli più visti tramite accesso da motori di ricerca, diretto o da referer; è poi possibile scoprire da quale parte del mondo viene la nostra utenza; le keyowrds che portano maggior traffico. (continua…)
27 gen
Autore: Guido Arata
Originalemente pubblicato su Nova24 – Numero 152 – Giovedì 11 Dicembre 2008 – pagina 21
Oggi più che mai si fa largo utilizzo di espressioni quali “Web Sociale” e “Web partecipativo”, al fine di enfatizzare due degli aspetti principali attorno ai quali ruota quel grande meccanismo comunemente chiamato Internet: la facilità con la quale gli internauti riescono ad interagire tra loro ed il potere che ciascun utente ha di produrre contenuti (user generated content).
Quest’ultimi, presentati nelle forme multimediali del momento (testo, audio, video), contengono una grande mole di informazioni relative al loro autore; è il cosiddetto “bias dell’informazione”, secondo il quale chiunque dia vita ad un contenuto non può esimersi dal corredarlo di tracce personali. Molto importante è poi la tendenza alla creazione di reti sociali virtuali, in grado di mettere in contatto persone dalle caratteristiche affini; ciò richiede specifiche piattaforme (i social network) e la completa disposizione dell’utente a fornire informazioni genuine su di se, che aggregate permettono la creazione di un profilo accessibile a chiunque e necessario per la riuscita del “gioco”. (continua…)
2 dic
Autore: rammit
Apple chiude il mese di novembre ottenendo l’8,87% di quell’immensa torta che è Internet, mentre Windows per la prima volta “piomba” (se così si può dire) sotto alla barriera psicologica del 90%, un risultato che potremmo tranquillamente parificare al superamento della soglia dei 100 dollari al barile del petrolio. Apple deve il suo successo alla forte diffusione dei Mac, ma anche al suo nuovo “combattente”: il famosissimo iPhone. (continua…)
23 giu
Da circa 48 ore Google ha rilasciato una nuova funzionalità del suo servizio Google Trends, nato per monitorare la popolarità delle keywords. Ebbene, grazie a stime e calcoli statistici Google Trends è ora in grado di rivelare agli utenti quanto traffico genera ciascun sito web. Si tratta, come detto, di calcoli statistici, quindi non impeccabili, ma utili per avere un’ idea della mole di visite che ciascun portale, forum, blog conta ogni giorno.
La stima viene effettuata sulla base degli accessi giornalieri che il sito in questione riceve dalla ricerche Google e su altri dati che gli algoritmi del motore di ricerca più grande al mondo possiede.
In molti l’ hanno definito un servizio "spione", perchè scoraggia le falsificazioni di statistiche a cui alcuni webmaster sono dediti (al fine di ricevere maggiori pagamenti dagli sponsor pubblicitari), altri ne valutano relativamente l’ importanza, proprio perchè basato su illazioni. Davide Pozzi, che dal suo blog è stato uno dei primi a segnalare l’ uscita di questa nuova funzionalità, ci ha spiegato che, per esperienza diretta, Google Trends è preciso sui portali dai grandi numeri, mentre più si scende, più è approssimativo; inoltre, spiega, la precisione delle sue stime dipende da quanti dati il portale in questione condivide con Google: se fa utilizzo di Google Analytics, di Google AdSense, di Strumenti per il Webmaster, allora sono molto precise, se al contario non fa utilizzo dei servizi offerti da BigG, quest’ ultimo ha troppo pochi dati, e troppo circoiscritti, perchè possa fornire statistiche precise.