DelfinsBlog (Guido Arata)

Strategie Web, gestione di progetti, business

Autore: Pecciola

Streaming sull’iPhone

Finalmente ci siamo. Sembra fatto apposta (e così è stato) poichè tutto era pronto per lo streaming della diretta del neo Presidente Obama e per la sua cerimonia di insediamento alla Casa Bianca. Su ogni iPhone e iPhone 3G della terra si potevano vivere e gustare in diretta questi ed altri momenti. In pratica, Ustream.tv ha annunciato che la loro applicazione, Ustream Viewing App, è disponibile per iPhone nell’Apple Store! Già da stasera l’applicazione è pronta a trasmettere in streaming tutti video dal vivo di tutti gli spettacoli presenti sul sito di Ustream.tv. E non solo. L’applicazione per iPhone vanta una funzione di chat live interattiva che consente agli utenti di chattare su Ustream.tv in relazione allo spettacolo che stanno guardando. (continua…)

Con Joost guardi la TV anche sull’iPhone

Autore: Pecciola

Joost piomba sull’Iphone in tutto e per tutto. La sua è la prima e vera applicazione gratuita per iPhone per trasmissione in streaming e on demand di film, e video televisivi e musicali.

Guardare TV su iPhone :

In pratica si tratta del primo software specifico per il telefono di Apple da quando si è in grado di vedere film in streaming con buona qualità su un dispositivo portatile di grandezza pari ad un cellulare. C’è chi l’ha testato restando decisamente soddisfatto per l’esperienza. Il software è, logicamente, gratuito come anche la fruizione di video, e per l’interfaccia si è cercato di mediare tra le tipiche del telefono di Apple e i colori del sito di Joost. L’applicazione presenta un elenco di titoli e thumbnail di film, canzoni e filmati vari e, una volta effettuata la scelta, il video inizia a fluire. Per evitare inconvenienti il video parte solo quando si è sotto copertura WiFi (altrimenti i costi di connessione sarebbero altissimi). (continua…)

I nuovi cellulari prestano grande attenzione all’esperienza multimediale, da anni soggetta a grande interesse da parte degli utenti. Come anche in altri campi la tendenza è quella ad accentrare, ed evitare la dispersione, ed è su questo concetto che si basa Orb. Perchè avere un po’ di canzoni sul PC, un po’ sul cellulare e poter accedere in esclusiva solamente alle une o alle altre? Non sarebbe molto meglio fare in modo di potervi accedere in ogni momento, da ogni dispositivo? E’ proprio questo il concetto sui cui si basa Orb, che permette di sinconizzare i files multimediali presenti su un PC con un server esterno accessibile in ogni momento tramite dispositivo mobile. Per potervi accedere è necessarie un’ applicazione specifica, che da oggi è disponibile pure per iPhone. (continua…)

Autore: Pecciola

Nonostante le mile difficoltà sembra che lo sviluppo della musica diffusa via streaming libero stia crescendo a dismisura. da poco tempo, infatti, Peter Gabriel insieme ad altri artisti stanno sostenendo il servizio We7. Questa servizio permette la distribuzione libera di musica in modalità streaming. Nello stesso tempo questo gruppo sta cercando di convincere e mettere pressione alle principali etichette (tra cui Sony BMG, Warner Music Group e EMI) affinchè distribuiscano una parte del loro catalogo.
Tutto questo ha portato alla creazione del progetto The Orchard che annovera un database di 14.000 artisti con più di 1.3 milioni di brani.Per il lancio ufficiale del tutto occorrerà aspettare alcuni mesi, anche per verificare lo sviluppo del modello di business proposto da We7. 

Provando il servizio messo in piedi da We7 si nota che il sito non offre nomi molto conosciuti (ed è per questo che occorre portare a termine l’ accordo con le etichette per trasferire il database di The Orchard dentro We7), fatta eccezione per i classici del jazz o della musica classica. Una volta trovato il brano di interesse potete scaricare gli Mp3 in un formato gratuito con il prezzo di una breve pubblicità all’inizio, oppure acquistare una versione senza spot pagando solo 0.70 dollari. 

Riassumendo : servizio all’altezza, ma attualmente sprovvisto di contenuti importanti. Soltanto un accordo con i grandi marchi potrà far decollare questo rpgetto dalle basi solide, ma dal futuro molo incerto. Si ripropone il solito contrasto fra musica distribuita liberamente e richieste economiche delle etichette.

La NBC ha reso note le statistiche relative alle visualizzazioni dell’ evento sportivo del momento, le Olimpiadi di Pechino e dai pubblicati emerge che  unicamente lo 0,2% di coloro che hanno seguito le prime 3 giornate di gare lo hanno fatto tramite Internet. Questo nonostante il portale della NBC offra la possibilità di prendere visione delle gare in diretta pure dal proprio portale online (che in totale trasmetterà in streaming ben 3′600 ore, contro le sole 2 ore in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino). Nonostante vi sia questa possibilità, dunque, sembra proprio che l‘ utenza, per quanto riguarda il live, resti ancora affezionata alla cara televisione,  sfruttando invece il portale online per rivedere porzioni o intere gare, in differita.

Questi dati fanno obbligatoriamente riflettere chi a lungo si è interessato dello sviluppo della televisione in Rete. Al tempo del "boom" di YouTube, infatti, in molti avevano pronosticato l’ avvento della televisione in Rete, o meglio, che i canali e le trasmissioni con il tempo si sarebbero spostate sul monitor del PC. Ed in molti hanno provato a cavalcare quest’ onda, anche nomi illustri, dai quali sono nati progetti come Babelgum, TheVeniceProject poi ribattezzato Joost ed altri minori. Tutti però naufragati, dietro ad un pronostico che si stà rivelando errato, ed i dati pubblicati dalla NBC ne sono l’ ultima dimostrazione. Che molte persone stiano smettendo di trascorrere il tempo libero davanti alla TV, preferendole il computer e la navigazione in Internet, è universalmente condiviso; ma questo non va associato all’ idea che le persone si rivolgano alla Rete per ritrovarvi i contenuti che un tempo traevano dalla scatola nera in salotto; perlomeno non nelle stesse modalità.

Luca Conti, che abbiamo interpellato per l’ occasione, ci dice: "Il web è un complemento, offre più flussi quando la tv non può, ma non la sostituisce: la tv è da divano, il web no. Aveva e ha ragione Tessarolo sul suo libro NetTv: ci saranno tanti modi di vedere la tv che viene da Internet, ma ciò non significa che Internet soppianterà la tv come la conosciamo oggi".
Non siamo riusciti a metterci in contatto con Tessarolo, ma abbiamo invece beccato al volo Luca Sartoni, uno dei video-blogger più preparati del momento, attualmente gestore del canale italiano di Intruders, che ci ha detto: "Sono sempre stato dell’opinione che il web non sia un canale interessante per la diretta video, e questo perchè la forza del web è nella memoria e non nell’immediatezza; pertanto, come dimostrano i dati di NBC, la rete è un ottimo strumento per contenere una libreria di informazioni durevoli nel tempo e sempre disponibili. Per questo gli sforzi di chi produce contenuti devono essere diretti verso formati durevoli nel tempo e sempre disponibili invece che su eventi in diretta ma dalla breve vita". C’è qualcuno che ha altri spunti di riflessione e convinzioni a riguardo?

Guido Arata

Guido Arata collabora con Jack (mensile edito Gruner+Jahr/Mondadori), Il Sole24Ore, Telecom Italia. Esperto di comunicazione web cura il blog Tweetblog per Blogosfere, e gestisce il canale Blog del portale JackTech. L'esperienza maturata sul campo lo porta ad essere startupper e web project manager


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