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Anche Google cinguetta

We are very excited to announce that we have reached an agreement with Twitter to include their updates in our search results.” Marissa Meyer (Vice President of Search Product and User Experience at the search engine company Google)

Da Googlisti

Twitter apre ai gruppi (in beta privata)

Alcuni tra i più seguiti utenti di Twitter si saranno accorti di disporre di una nuova opportunità, inaccessibile ai comuni mortali. Si tratta dell’opzione “Crea Gruppo“, con la quale riusciranno a creare molteplici liste di utenti e creare per ciascuna [Continua sul blog della Progetto Automazione]

Twitter cambia radicalmente

Torno dalla Sardegna e trovo la nuova homepage di Twitter. Una novità importante, perchè non si è trattato di un semplice restyle del CSS, bensì di un ben chiaro messaggio: Twitter da oggi si propone al pubblico dei “non registrati” come un motore di ricerca. Particolare, perchè fortemente orientato al real-time search. D’altronde sen’è parlato a lungo, e pure i telegiornali stavano iniziando a comprenderne e pubblicizzarne l’aspetto legato alla cronaca ed al fare informazione.

Se prima Twitter era un servizio per cinguettare che non offriva particolari strumenti per trarre vantaggi da questi cinguettii (se non in seguito agli utilizzi pratici suggeriti dai guru della Rete), da oggi le cose cambiano.

Nonostante ciò, la nuova homepage mi sembra troppo “totale”: chi non conosce Twitter e va a visitarlo, si trova davanti alla classica impaginazione da motore di ricerca. Nessun accenno al fatto che questo motore di ricerca funziona se qualcuno cinguetta. Ed è una scelta, pericolosa.

Twitter ha annunciato che a breve avrà inizio il testing di una nuova gamma di account, i Verified Account. Quelli fighi, a pagamento.

Il motivo è che diversi brand sembrano richiedere qualche servizio e qualche gadgettino in più, ma non solo. L’idea è che, ora come ora, chiunque può impersonare chiunque. Ed i brand, soprattutto i brand, hanno invece la necessità di dimostrare ai propri potenziali followers che dietro quell’account, c’è proprio quel brand. In quanto brand devono direi quasi elevarsi dal cinguettio comune, distinguersi. Avere un Verified Account. Così sono fighi, ed inoltre chi li segue è sicuro che si tratti effettivamente di quel determinato marchio, e di nessun altro. Oggi questo non accade, ed i problemi che potenzialmente ne possono scaturire non sono indifferenti.

E’ un modello di business che funzionerà? Sui brand avrà presa sicura, anche soltanto per la questione dell’”essere più fighi”; se costeranno poco come credo, penso che diverrà usanza comune, per ogni azienda su Twitter, registrarsi come gallo cedrone.

Il Futuro della ricerca in un Twitt? Mha

In occasione del discorso di Marissa Mayer al Searchology è tornato di grende attualità il dibattito riguardante l’importanza del real-time search. Tra le priorità poste dalla Mayer, infatti, lo troviamo il primo posto. Quindi, in sulnto, l’importanza di fornire all’utente risultati di ricerca attuali, riguardanti contenuti indicizzati fino a pochi minuti primda della sua query di ricerca.

In seguito a questa affermazione in molti hanno pensato a Twitter, considerandolo la risposta. Ed in effetti sembra proprio che Twitter stia lavorando per migliorare il suo fino ad ora spartano motore di ricerca interno. Ma attenzione a spingersi tropo oltre, a parlare di un Twitter che possa soppiantare Google, o di un Google che senza una partnership con Twitter cadrà come un castello di carte.

Ricordiamoci che a Google manca Twitter, ma a Twitter manca Google. Credo il concetto sia chiaro.

E poi se alle mie ricerche ricevessi come risultati soltanto frasi da 140 caratteri, avrei qualcosa da ridire. Sarei invece contento di ricevere una pagina Google con, in qualche parte, gli ultimi twitt sull’argomento, quello sì. Ma non significa che la prossima frontiera della ricerca online siano quei piccoli messaggini concisi. L‘idea piacerebbe molto alla stampa tradizionale, che in tal caso tornerebbe nuovamente ad essere indispensabile per le persone: oggi stenta sotto la concorrenza dei contenuti oline nei confronti dei quali non è sempre facile svolgere una funzione di “approfondimento”, ma se questi si riducono a 140 caratteri…

Quindi che Twitter possa rappresentare il futuro della ricerca online, mi pare proprio una visione da web-fanatico attento unicamente a ciò che stà sulla sua tastiera. Che Google possa avere interesse ad instaurare buoni rapporti con Twitter, la cosa sta sicuramente in piedi. Che Twitter possa migliorarsi ed acquisire maggior valore integrando una più completa funzionalità di ricerca è sicuro.

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